Roma (RM)

Le “Staffette della memoria” nella Capitale: “Ricordare e sensibilizzare”

Molteni e Pisani all'iniziativa del Sap per le vittime di mafia e terrorismo

Le “Staffette della memoria” nella Capitale: “Ricordare e sensibilizzare”

Sono arrivate a Roma, all’Altare della Patria, le ‘Staffette della Memoria’ in occasione della cerimonia conclusiva del Memorial Day. L’iniziativa, promossa dal sindacato autonomo di polizia per ricordare le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità, è giunta alla sua 34esima edizione.

Quest’anno sono stati protagonisti quattro gruppi di ciclisti partiti due giorni fa da Palermo, Lecce, Aosta e Pordenone per arrivare, insieme, nella Capitale dopo aver attraversato e fatto tappa in diverse regioni d’Italia. Ad accoglierli all’Altare della Patria, tra gli altri, il segretario generale del Sap Stefano Paoloni, il sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, Nicola Molteni, il capo della Polizia, Vittorio Pisani, e il questore di Roma, Roberto Massucci, che hanno poi deposto una corona d’alloro sulla tomba del milite ignoto, poco prima che iniziasse a cadere una pioggia battente.

“È da 34 anni che rinnoviamo questa iniziativa proprio perché è il valore della memoria non solo fine a se stesso ma perché errori del passato non devono più ripetersi e lo facciamo non solo per ricordare, ma per sensibilizzare in particolar modo le nuove generazioni sui fatti molto gravi del passato e anche per ricordare chi ha sacrificato la vita nella tutela della legalità, e che a volte, non essendo magari tra i più noti o famosi, viene anche scordato”, sottolinea il segretario generale del Sap Paoloni, al termine della cerimonia. Noi in questi percorsi cerchiamo di ricordare più colleghi possibili e incontrare le loro famiglie perché hanno perso non come noi non solo un servitore dello Stato, ma anche un loro caro, per noi questo è soprattutto un dovere morale”, aggiunge.

Per Molteni “questa è un’iniziativa ipermeritevole da parte del Sap. Si consolida un principio che è quello della difesa e della valorizzazione della memoria. Si fa legalità anche difendendo la memoria e il ricordo di quei tanti uomini e donne in divisa, e non solo, servitori dello Stato che hanno perso la vita per garantire i beni più importanti che sono quelli della legalità, della sicurezza, della democrazia, della libertà. Dobbiamo ricordare per non dimenticare – conclude – dobbiamo ricordare per non vanificare i comportamenti eroici di questi grandi servitori dello Stato che indossando la maglia dello Stato hanno difeso i valori fondamentali della nostra democrazia”.