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Lavitola, ipotesi aggressione a Rebibbia: verifiche in corso

Un recluso sostiene di aver appreso l’episodio da altri presenti; il legale rassicura sulle condizioni del cliente. Cancellate conversazioni digitali

Un episodio riferito da altri detenuti riporta l’attenzione sulle condizioni di Valter Lavitola, detenuto a Rebibbia e reo confesso dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Secondo quanto dichiarato da uno dei presunti esecutori materiali dell’attentato, alcuni reclusi gli avrebbero raccontato che Lavitola sarebbe stato schiaffeggiato durante l’ora d’aria.

Il racconto, allo stato delle informazioni disponibili, non descrive una circostanza verificata direttamente dall’autore della dichiarazione. L’uomo avrebbe infatti appreso l’accaduto da altri detenuti presenti nell’istituto penitenziario romano. Non sono stati forniti ulteriori elementi sulla presunta aggressione, né indicazioni sulle sue cause o sull’eventuale identificazione di chi avrebbe colpito Lavitola.

La posizione della difesa

L’avvocato di Lavitola ha fatto sapere che il suo assistito sta bene. Il legale ha inoltre riferito che il team difensivo non era stato informato di alcuna aggressione nei confronti dell’uomo. Le dichiarazioni della difesa costituiscono, al momento, l’unico aggiornamento riportato sulle condizioni di Lavitola dopo il presunto episodio.

La vicenda resta quindi da chiarire attraverso eventuali riscontri all’interno del carcere e nell’ambito degli accertamenti già in corso sull’attentato. Il riferimento all’ora d’aria e alle informazioni circolate tra i detenuti non consente, da solo, di stabilire quando sarebbe avvenuto il fatto, quale sia stata la dinamica o se l’episodio abbia prodotto conseguenze fisiche.

Le chat cancellate

Dal fronte delle indagini sull’attentato emerge anche un altro elemento: sarebbero state cancellate conversazioni avvenute su Signal con Ranucci, relative al periodo 2024-2025. Il testo non precisa chi abbia eliminato le chat né se la cancellazione riguardi tutti i messaggi scambiati nel periodo indicato.

I due aspetti, la segnalazione sulla presunta aggressione a Rebibbia e la cancellazione delle comunicazioni digitali, si inseriscono nel quadro degli accertamenti sull’attentato. Le informazioni disponibili non indicano, tuttavia, l’esito di verifiche specifiche sul carcere né chiariscono quale peso investigativo abbiano le chat non più disponibili.