Foto, video e chat che potrebbero rivelare se dietro quelli che loro hanno definito “scherzi” ci fosse altro. Sequestrati dagli investigatori i cellulari dei due ragazzi accusati delle aggressioni in minicar a Roma e dei loro genitori, come anche una dash cam, telecamera che si posiziona in auto. Su delega della Procura dei minorenni, a cui sono stati trasmessi gli atti dell’indagine sulle aggressioni all’attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone, potrà essere analizzato il contenuto di quei dispositivi e fare piena luce sui contorni della vicenda. Si potrà capire, ad esempio, se quelle violenze facessero parte di una sfida online o se qualcun altro sapesse. “Ci siamo divertiti così”, avrebbero ammesso i due amici davanti al pm che li ha ascoltati in caserma l’altra notte.
Sei gli episodi per cui i due amici, di 16 e 17 anni, sono stati al momento denunciati a piede libero con le accuse di tentato omicidio e lesioni. L’incartamento – coordinato dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha delegato le indagini ai carabinieri – passa ora alla Procura minorile che, dopo la formale apertura di un fascicolo, potrebbe convocare i due ragazzi per ascoltarli, richiedere ulteriori accertamenti o un’eventuale misura cautelare. Per gli under 18 si va dagli obblighi inerenti allo studio, al lavoro o ad altre attività utili all’educazione, alla permanenza a casa, fino al collocamento in comunità e alla custodia cautelare in istituto penale per minorenni.
“Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa” ha detto, in un’intervista a Repubblica, la madre del sedicenne che si trovava sul lato passeggero e che, secondo le testimonianze, avrebbe materialmente sferrato i colpi. Intanto, stupore tra i compagni di scuola dei due adolescenti, il più grande figlio di un carabiniere. “Non ce lo saremmo mai aspettato”, hanno raccontato alcuni di loro all’uscita di un liceo del centro. Uno dei due, hanno riferito, sarebbe un ragazzo modello: mai una nota disciplinare né una sospensione, oltre a essere molto apprezzato dai professori. L’altro, invece, avrebbe alle spalle una storia più turbolenta, segnata da un grave lutto in famiglia. La sua presenza in classe era sporadica e alla fine dello scorso anno scolastico – hanno raccontato i compagni – avrebbe deciso di lasciare la scuola.
Intanto a dieci giorni da quel calcio che lo ha fatto schiantare con il monopattino l’attore 42enne resta ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. I parametri sarebbero stabili e per questo la situazione sembrerebbe in miglioramento. Prosegue la riduzione della sedazione finalizzata al risveglio, ma la prognosi è ancora riservata. Una vicenda che, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, testimonia “una totale indifferenza verso l’altro. Noi dobbiamo far riscoprire, partendo dalla scuola, l’importanza dell’altro”, ha sottolineato.
Non risparmia critiche alla maggioranza, invece, la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti: “E se sulla minicar ci fossero stati due ‘maranza’? L’epiteto razzista usato dalla destra di governo. Ve lo diciamo noi. Ministri a social unificati. Decine di parlamentari a invocare il pugno duro – sostiene in un post -. E invece? Niente, nessun ministro. Nessun decreto. Nessuna crociata. Dal governo e dalla maggioranza, solo silenzio. Cosa ci insegna la storia della minicar? Che in Italia i casi di cronaca vengono usati a fini politici”.