Il giudice Barbara Pomponi ha assolto perché il fatto non sussiste Giuseppe Puglia, ex direttore dello stabilimento Barilla di Ascoli, finito a processo con l’accusa di lesioni personali in relazione a un infortunio sul lavoro avvenuto l’11 giugno 2023 nell’impianto di Campolungo.
Puglia, difeso dagli avvocati Mauro Gionni e Mario Bonati, è stato prosciolto con formula piena. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a sei mesi. L’incidente aveva coinvolto un operaio di 42 anni, residente a Colli, impegnato nell’area delle torri di raffreddamento della Linea Pane.
La dinamica dell’incidente
Secondo quanto ricostruito nel procedimento, l’operaio aveva notato la caduta di alcuni pezzi di pane dalla torre di raffreddamento ed era intervenuto per riallineare i filoni, salendo sulla struttura con una scala mobile. Dopo aver ripetuto l’operazione una seconda volta, avrebbe chiesto di riavviare l’impianto.
Mentre scendeva dalla scala, l’uomo perse l’equilibrio e si aggrappò al nastro trasportatore in movimento. Il braccio rimase trascinato tra i montanti della gabbia metallica, causando gravi lesioni. La difesa ha sostenuto che l’evento fosse stato determinato dalla condotta imprudente, abnorme e imprevedibile del lavoratore, che si trovava ancora all’interno della torre quando il macchinario venne riavviato.
La tesi della difesa
Gli avvocati hanno escluso violazioni delle norme sulla prevenzione degli infortuni e contestato l’esistenza di un nesso causale tra le omissioni indicate nell’imputazione e l’incidente. A sostegno della ricostruzione è stata richiamata anche la testimonianza del collega presente sul posto, che avrebbe invitato più volte l’operaio a uscire dalla torre perché l’area era pericolosa.
Nel libretto di istruzioni della torre e nel Documento di valutazione dei rischi era inoltre previsto che nessuno accedesse all’interno dell’impianto quando questo era in funzione. Secondo la difesa, anche il rispetto delle prescrizioni contestate non avrebbe impedito l’incidente, perché il comportamento tenuto dal lavoratore non sarebbe stato prevedibile. Il giudice ha accolto questa impostazione e ha assolto Giuseppe Puglia con la formula perché il fatto non sussiste.