Il 27 ottobre 2026, nella Prefettura di Reggio Emilia, è stato firmato un protocollo d’intesa per proteggere i comparti del turismo e della ristorazione dal rischio di infiltrazioni criminali. L’accordo coinvolge le associazioni di categoria del settore, i sindaci reggiani e le forze dell’ordine.
Il documento punta a rafforzare la cooperazione tra amministrazioni e soggetti economici del territorio per contrastare fenomeni come riciclaggio di denaro, usura ed estorsioni. L’obiettivo è prevenire l’ingresso di capitali illeciti nelle attività commerciali e individuare eventuali situazioni anomale.
I controlli sulle nuove attività
Tra le misure previste dal protocollo c’è l’obbligo per i Comuni di richiedere la documentazione antimafia in occasione dell’avvio di ogni nuova attività commerciale o di un subingresso. La procedura riguarda quindi sia le aperture sia i cambi di gestione nel settore turistico e della ristorazione.
Le verifiche saranno estese anche ai familiari conviventi degli imprenditori, con l’obiettivo di far emergere eventuali anomalie o movimenti di capitali riconducibili a circuiti illeciti. Il controllo punta così a considerare non soltanto l’impresa direttamente interessata, ma anche i legami economici e familiari collegati all’attività.
Un osservatorio provinciale
Per assicurare un monitoraggio continuativo è stato inoltre istituito un Osservatorio provinciale. La nuova struttura dovrà favorire lo scambio di informazioni e il coordinamento tra gli enti coinvolti, mantenendo l’attenzione sui possibili segnali di pressione criminale nei comparti del turismo e della ristorazione.
Il protocollo definisce quindi una strategia comune tra istituzioni, categorie economiche e forze dell’ordine. Il suo campo di applicazione riguarda il territorio reggiano e mira a rafforzare gli strumenti di prevenzione contro le infiltrazioni mafiose nelle attività commerciali.