Incidente in Bosnia, ferito il papà di un bimbo di tre mesi

Nove militari della Tuscia coinvolti nello schianto del Chinook: Eduardo Santi ha riportato fratture agli arti inferiori.

Nove residenti della Tuscia sono tra gli undici feriti nell’incidente che ha coinvolto un elicottero militare italiano in Bosnia-Erzegovina. Il velivolo, un CH-47 Chinook impegnato nell’operazione Eufor Althea, è precipitato giovedì pomeriggio nei pressi del villaggio di Gorice, nel territorio del comune di Brcko, nel nord del Paese. Le cause dello schianto sono ancora in corso di accertamento.

Tra i militari feriti c’è Eduardo Santi, residente a Vetralla e classe 1987. L’uomo ha riportato alcune fratture agli arti inferiori, ma le sue condizioni non sono state giudicate gravi. A casa lo attendono la moglie e il figlio, venuto alla luce tre mesi fa e visto dal padre soltanto una volta, subito dopo la nascita.

L’attesa delle famiglie

Da quattro giorni familiari, amici e conoscenti dei militari vivono ore di apprensione, in attesa di poterli riabbracciare. I feriti, ricoverati in una struttura ospedaliera locale, potrebbero rientrare in Italia, secondo quanto riportato, per essere successivamente presi in carico dall’ospedale militare del Celio. Al momento, il trasferimento non risulta ancora definito.

La famiglia di Santi è riuscita a mettersi in contatto con lui soltanto nella tarda serata di giovedì, dopo diverse ore dall’incidente. Il giorno successivo il militare ha ricevuto anche una telefonata dell’amministrazione comunale di Vetralla. Il sindaco Sandrino Aquilani e l’assessore Paolo Di Gregorio gli hanno espresso la vicinanza della comunità e dei familiari.

Il cordoglio di Vetralla

Un ulteriore segnale di solidarietà è arrivato sabato mattina, quando il Consiglio comunale ha osservato un minuto di raccoglimento per le quattro vittime dell’incidente e per i militari rimasti feriti. Le immagini della seduta, pubblicate sui canali dell’amministrazione, sono state viste anche dai militari ricoverati in Bosnia.

Il sindaco Aquilani ha raccontato che con i feriti si è parlato del dolore e dello smarrimento provocati da una tragedia improvvisa, oltre che della vicinanza arrivata dai paesi della Tuscia. Nelle comunità di provenienza dei militari, intanto, continua l’attesa per il loro rientro e per poter conoscere le modalità dell’eventuale trasferimento in Italia.