Gli interrogatori preventivi davanti alla gip del tribunale di Ancona Sonia Piermartini sono stati rinviati a mercoledì prossimo. A determinare lo slittamento è stato il deposito, da parte della Procura distrettuale, di nuovi elementi raccolti nell’ambito della maxi indagine sulla ricostruzione post-sisma, che ipotizza episodi di corruzione e appalti pilotati anche con il coinvolgimento di ambienti della criminalità organizzata.
Il materiale depositato costituisce un’integrazione agli atti già inseriti nell’ordinanza relativa alle otto misure cautelari eseguite il 22 ottobre scorso. Secondo quanto emerso, non ci sarebbero nuovi indagati né nuove ipotesi di reato: i documenti e i file informatici aggiuntivi servirebbero a rafforzare le contestazioni già formulate dagli inquirenti.
Le nuove acquisizioni
Gli atti derivano dalle perquisizioni domiciliari eseguite nei confronti dei cinque indagati, tutti a piede libero, per i quali erano stati fissati gli interrogatori. Si tratta dell’imprenditore maceratese Andrea Intermesoli, dell’ex funzionario dell’Erdis Michele Pompili, dei fratelli modenesi Francesco e Giovanni Pighi, rispettivamente avvocato e commercialista, e dell’imprenditore Pasqualino Allocco, originario di Casal di Principe.
Il materiale sequestrato è stato analizzato dopo l’esecuzione delle misure cautelari dell’operazione Ricostruzione, condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Tra le persone finite in carcere figurano anche l’imprenditore maceratese Enrico Crucianelli e l’avvocato Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del presidente della Regione Marche.
Le posizioni degli indagati
A sollevare la questione della necessità di esaminare i nuovi atti prima degli interrogatori sono stati i difensori dei cinque indagati. Intermesoli, assistito dall’avvocato Paolo Giustozzi, è accusato di corruzione e turbativa d’asta in relazione all’affare Monachette. L’imprenditore non avrebbe risposto alle domande e, attraverso il legale, avrebbe depositato una memoria difensiva di circa trenta pagine.
I fratelli Pighi, accusati di avere assistito gli imprenditori maceratesi Cervigni ed Ezecchielli nella gestione dei proventi delle operazioni illecite attraverso presunte attività di consulenza fittizie, erano invece intenzionati a fornire chiarimenti. Anche loro hanno scelto di attendere l’esame della documentazione prima di rendere dichiarazioni.
Allocco, difeso dall’avvocato Generoso Grasso, è accusato di truffa aggravata. Per la Procura avrebbe preso parte al sistema riconducibile a Crucianelli, operando come presunto prestanome di un esponente della camorra e lavorando in subappalto nei cantieri della ricostruzione. Pompili, assistito dall’avvocato Gabriele Braccioni, deve rispondere di turbativa d’asta per l’acquisto Monachette.
Nel frattempo, i difensori di Pistarelli e Crucianelli hanno presentato ricorso al Tribunale del riesame per chiedere la scarcerazione. L’udienza non è ancora stata fissata. Gli interrogatori dei cinque indagati si terranno quindi mercoledì prossimo, dopo che le difese avranno potuto esaminare integralmente il nuovo materiale d’indagine.