Andrea Ciccarelli non è più l’amministratore unico di Ancona Servizi, la multiutility controllata al 100% dal Comune di Ancona. Il manager ha rassegnato le dimissioni nel primo pomeriggio di ieri, anticipando di alcuni giorni l’efficacia del provvedimento di revoca firmato venerdì scorso dal sindaco Daniele Silvetti.
La revoca sarebbe diventata esecutiva lunedì prossimo, al termine della procedura che prevedeva l’invio delle controdeduzioni da parte di Ciccarelli entro domenica. Con le dimissioni, il procedimento si chiude quindi prima della scadenza fissata dall’amministrazione comunale. Il mandato dell’ormai ex amministratore unico sarebbe terminato naturalmente a febbraio 2027.
Il nodo delle spese
Alla base della decisione ci sono le polemiche sulle spese sostenute con risorse della società. Il sindaco Daniele Silvetti ha indicato come opportuno che Ciccarelli valuti la restituzione ad Ancona Servizi di almeno 6mila euro, cifra relativa a una parte degli importi contestati. Su ulteriori 3.500 euro, invece, devono ancora essere chiariti alcuni aspetti. Al momento non risultano iniziative note da parte dell’ex amministratore per rimborsare le somme.
Le verifiche sono partite dopo che il consigliere comunale del Pd Giacomo Petrelli aveva individuato nei documenti aziendali 53 pasti, per un valore superiore ai seimila euro, consumati da Ciccarelli con alcuni collaboratori tra ottobre 2025 e l’estate scorsa. Le spese comprendevano pranzi e cene, in alcuni casi registrate oltre le 22, con portate a base di carne, pesce, prodotti locali e vino. Proprio l’acquisto di alcolici è stato valutato in via preliminare dal Comune come non compatibile con le finalità istituzionali dell’ente.
Le altre verifiche
Un ulteriore esame dei bilanci di Ancona Servizi ha fatto emergere altri 21 pasti sospetti, consumati tra gennaio e settembre 2025, per un valore di circa 3mila euro. Secondo quanto riferito dalla società, in quel periodo Ciccarelli non disponeva di una carta di credito aziendale. Restano quindi da chiarire, tra gli altri, i pagamenti per 810 euro relativi a due cene in un ristorante di pesce di Portonovo.
Tra gli elementi ancora da verificare figura anche l’acquisto di un paio di scarpe da 320 euro, effettuato da Ancona Servizi tramite bonifico in un calzaturificio di Montegranaro, in provincia di Fermo. Il Comune ha già trasmesso la documentazione alla Procura e alla Corte dei Conti, affinché siano accertati eventuali profili di responsabilità.
Palazzo del Popolo ha intanto avviato le procedure per individuare il successore. Poche ore dopo la diffusione della notizia delle dimissioni, il sindaco ha firmato l’avviso pubblico per raccogliere le candidature al ruolo di amministratore unico di Ancona Servizi Spa. Le domande dovranno essere inviate entro il 12 novembre alle ore 12.