Bergamo (BG)

Inchiesta Nembrini, Peroni da manager Ubi a testimone chiave

L’ex dirigente bresciano fu reclutato dopo un servizio televisivo e rimase nel gruppo fino al giugno 2022

Il rapporto tra Roberto Peroni, ex manager bresciano di Ubi Banca, e Daniele Nembrini sarebbe nato dopo una puntata di Report dedicata all’istituto di credito. Era il 1 aprile 2019 quando Peroni, intervistato dal giornalista Giorgio Mottola, raccontò la propria vicenda professionale e le difficoltà vissute nel periodo precedente al licenziamento. Nembrini, oggi agli arresti domiciliari con la moglie Luisa Carminati per accuse che comprendono peculato, truffa, falso in atto pubblico e bancarotta, avrebbe individuato in lui una figura adatta per la gestione delle numerose società riconducibili al suo gruppo.

Il reclutamento nel gruppo

Secondo la ricostruzione, pochi giorni dopo la trasmissione Peroni fu convocato nella sede di via Previtali. Nel giugno 2019 venne assunto come funzionario con compiti interni, operativi e organizzativi, oltre che per le procedure e la gestione del personale. Dal 2020 assunse invece l’incarico di direttore generale del consorzio Sma, una delle articolazioni della galassia di opere e società riconducibili a Nembrini.

La vicenda di Peroni si inserisce in un contesto giudiziario più ampio. Dalle sue denunce era partita nel 2017 una branca dell’inchiesta relativa a Ubi Banca, confluita in un lungo processo nel quale tutti gli imputati, compresi l’istituto e le persone fisiche coinvolte, sono stati assolti definitivamente. Dopo la trasmissione, Intesa Sanpaolo aveva precisato che il licenziamento dell’ex manager era stato disposto per motivi differenti da quelli illustrati nel servizio televisivo, nel quale erano state citate operazioni considerate anomale.

Le dichiarazioni agli inquirenti

Nel periodo trascorso all’interno del gruppo, concluso nel giugno 2022, Peroni avrebbe acquisito una conoscenza diretta dell’organizzazione e dei rapporti tra le diverse entità. Dagli atti dell’inchiesta emerge il suo riferimento a un modello di gestione caratterizzato da forte accentramento, frequenti cambi ai vertici delle opere e un ruolo dominante del founder. Tra le vicende esaminate figura anche quella di Massimiliano Marcellini, già presidente di Meet Human, fondazione impegnata nella formazione professionale di giovani nei Paesi in via di sviluppo e uscita dalla galassia di Nembrini nel 2021.

Marcellini era stato oggetto di una verifica interna disposta da Nembrini, che si sarebbe conclusa senza rilievi a suo carico. Peroni, incaricato di occuparsene, avrebbe così avuto accesso agli archivi e alla documentazione delle diverse società. Nell’ordinanza cautelare questa attività viene indicata come l’occasione per maturare una conoscenza approfondita dell’insieme delle opere e della rete di persone utilizzata per amministrare le numerose entità giuridiche riconducibili all’indagato.

Sentito come persona informata sui fatti, l’ex manager ha riferito anche di presunte spese estranee alle attività del consorzio effettuate con le carte di credito del founder. Tra gli episodi citati compare il pagamento di costi per il cane di Nembrini, compresi vaccinazione e addestramento. La circostanza, precisano gli atti, non rientra tra le contestazioni formalizzate; i legali dell’indagato stanno valutando l’eventuale ricorso al tribunale del Riesame.

Agli inquirenti risultano inoltre alcune comunicazioni con cui Peroni avrebbe contestato la congruità di fatture infragruppo e rifiutato di procedere al pagamento di alcune prestazioni. L’ex direttore generale ritiene che queste rimostranze possano aver inciso sulla decisione di non rinnovare il suo contratto. Le sue dichiarazioni costituiscono ora uno degli elementi utilizzati per ricostruire il funzionamento interno del gruppo e i rapporti tra le società coinvolte nell’inchiesta.