Oltre trenta gatti risultano scomparsi nelle ultime settimane tra Bazzano e le zone vicine, nel territorio di Valsamoggia, nel Bolognese. Le famiglie hanno riferito di animali usciti dalle abitazioni o dai giardini e mai più rientrati. Il numero dei casi ha spinto cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali a chiedere accertamenti, anche se al momento non esiste una spiegazione univoca e non è stato dimostrato che le sparizioni abbiano tutte la stessa origine.
Il caso è stato discusso durante un’assemblea organizzata a Bazzano, alla quale hanno partecipato oltre cinquanta persone. Tra i presenti anche Davide Celli, consigliere comunale di Bologna, che ha rilanciato la richiesta di fare chiarezza e di individuare eventuali responsabili. Celli ha parlato di animali rapiti, ma questa ricostruzione non risulta accertata dalle autorità. I proprietari intenderebbero costituire un comitato per sollecitare l’attenzione delle istituzioni e raccogliere informazioni sui singoli episodi.
Gli esposti e le ipotesi sul campo
Anche LNDC Animal Protection ha presentato una denuncia chiedendo di verificare l’origine dei casi e l’eventuale presenza di collegamenti. Le ipotesi considerate comprendono normali smarrimenti, incidenti stradali, predazione naturale e possibili condotte umane illecite. L’associazione invita però alla cautela: la concentrazione delle denunce rappresenta un elemento da approfondire, ma non consente di attribuire automaticamente ogni episodio a un fenomeno comune.
Situazioni analoghe sono state riportate in altre aree italiane. A Poggio Renatico, nel Ferrarese, una decina di felini è stata indicata come scomparsa tra luglio e agosto in una zona circoscritta. Aidaa ha presentato un esposto alla Procura di Ferrara per chiedere verifiche. Nel Bellunese, tra Sedico e i comuni confinanti, i casi segnalati sarebbero invece 51. Sul posto operano i Carabinieri Forestali, impegnati a ricostruire la successione degli episodi e a valutare anche le ipotesi della presenza di predatori, compresi i lupi, o di un intervento umano.
Le verifiche negli altri territori
A Padova l’Oipa ha riferito della scomparsa di almeno 14 gatti, appartenenti a privati e a una colonia felina, e ha annunciato una denuncia. Secondo quanto comunicato dall’associazione, nell’ambito degli accertamenti della Procura sarebbero state individuate quattro persone indagate anche per l’ipotesi di maltrattamento di animali. Sono state inoltre raccolte testimonianze sull’uso di cibo e giochi per attirare alcuni felini. Si tratta di un procedimento specifico, che non permette di stabilire collegamenti automatici con i casi del Bolognese o del Veneto.
A Valsamoggia il Centrodestra, dopo l’incontro promosso dall’Oasi Felina, ha proposto la realizzazione di due mappe: una riservata, utilizzabile eventualmente dalle autorità, e una pubblica e anonima. Per ciascun caso verrebbero raccolti l’ultimo luogo di avvistamento, le caratteristiche dell’animale, l’eventuale microchip, la presenza di telecamere e le circostanze della scomparsa. I promotori chiedono di separare i fatti documentati dalle testimonianze e di consegnare alle forze dell’ordine gli elementi sospetti, evitando di diffondere sui social targhe, nomi o volti.
Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection, ha sottolineato che una concentrazione di casi in un territorio ristretto richiede attenzione, ma ha invitato a non formulare conclusioni premature. La domanda resta se si tratti di episodi indipendenti oppure se alcuni possano essere collegati. Al momento non ci sono elementi per parlare di un unico fenomeno nazionale: le autorità e le associazioni stanno lavorando per trasformare le denunce in dati verificabili e comprendere la natura delle singole sparizioni.