Il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, ha seguito a distanza gli effetti dell’evento che ha colpito la città mentre si trovava in Baviera per un viaggio programmato. Al suo rientro ha trovato una comunità segnata dai danni, ma anche pronta a reagire e a sostenere le persone più esposte alle conseguenze dell’emergenza.
Napolioni ha raccontato di avere seguito le notizie attraverso immagini e testimonianze, rendendosi conto della paura provocata dalla violenza dei fenomeni e delle ricadute sulle situazioni più fragili. Il vescovo ha sottolineato il fatto che non ci siano state vittime, osservando tuttavia che l’esito avrebbe potuto essere più grave. Tra le persone in difficoltà ha citato chi non dispone di un garage per proteggere l’auto, chi rischia di non poter raggiungere il posto di lavoro e chi si è ritrovato con la casa danneggiata.
La fragilità del territorio
Anche i monumenti colpiti, secondo Napolioni, rappresentano il simbolo di una vulnerabilità più ampia. L’esperienza, ha spiegato, non deve diventare motivo di scoraggiamento, ma spingere la comunità a imparare a reagire. Da qui il richiamo alla necessità di tutelare l’ambiente e di amministrare con maggiore attenzione il territorio, evitando gli eccessi legati alla società dei consumi.
Nel suo intervento il vescovo ha richiamato il concetto di ecologia integrale associato a papa Francesco, mettendo in relazione ambiente, persone e rapporti sociali. La fragilità umana e quella del pianeta, ha osservato, impongono scelte più sagge e la capacità di contenere l’avidità, indicata come una delle cause di comportamenti che possono aumentare i rischi e i danni.
Un invito alla vicinanza
Il messaggio rivolto alla comunità non è stato quello di distribuire consigli, ma di tendere la mano a chi ha più bisogno. Cremona, ha detto Napolioni, può contare su una tradizione di solidarietà, rispetto e impegno che si sta manifestando anche in questi giorni. L’invito è rivolto soprattutto a chi si sente solo: chiedere aiuto e farsi riconoscere da chi vive accanto può essere il primo passo per affrontare le difficoltà.
Il vescovo ha trascorso alcuni giorni in Germania, in Baviera, per un viaggio-pellegrinaggio dedicato alla riscoperta di luoghi legati alla Seconda guerra mondiale. La sua prima presenza pubblica al rientro è stata una messa celebrata lunedì mattina nella chiesa dello Zaist, alla quale hanno partecipato circa 90 ragazzi di terza media e prima superiore, in partenza per una tre giorni a Pinarella di Cervia con la Federazione Oratori.
Napolioni ha indicato l’iniziativa come un segno di speranza. I ragazzi, ha spiegato, non si ritrovano soltanto per divertirsi, ma anche per formarsi come animatori e contribuire a rendere gli oratori luoghi di incontro e crescita umana e cristiana per le generazioni future.