Toscana

Orti Urbani: Salvetti, area edificabile all’1,83%

Il primo cittadino espone vincoli, passaggi amministrativi e ipotesi per la futura zona verde

Luca Salvetti ha illustrato la posizione dell’Amministrazione comunale sul futuro degli Orti Urbani nel corso di una conferenza stampa convocata il 1° settembre 2026 nella sala Cerimonie di Palazzo Comunale. Il sindaco ha ricostruito la vicenda in dodici punti, soffermandosi sui diritti edificatori dell’area privata e sulle nuove prospettive legate al progetto presentato dalla proprietà.

Secondo la ricostruzione del Comune, il terreno è privato e risulta occupato senza titolo da 14 anni. I diritti di edificabilità sarebbero stati stabiliti nel 1999 e confermati da quattro amministrazioni. La pianificazione urbanistica, ha spiegato Salvetti, avrebbe incorporato tali diritti nella proprietà dopo la presentazione, circa vent’anni fa, di un progetto coerente con quanto previsto dalla relativa scheda urbanistica.

Il confronto con gli occupanti

Nel 2017 la giunta a guida Movimento 5 Stelle aveva istituito un tavolo tecnico con i rappresentanti delle persone che utilizzavano gli orti. Il confronto, secondo il sindaco, non si era interrotto sulla ripartizione 80-20%, ma sulle modalità di gestione della parte destinata a verde, come sarebbe stato chiarito in una comunicazione dei rappresentanti degli occupanti.

L’Amministrazione attuale sostiene di avere migliorato quella soluzione, riducendo di 2.000 metri quadrati la superficie edificabile. L’accordo con la proprietà, ha riferito Salvetti, garantirebbe al Comune l’80% dell’area e imporrebbe al proprietario di realizzare il parco secondo le indicazioni della parte pubblica.

Il sindaco ha escluso l’ipotesi di acquistare o espropriare il terreno, operazione che avrebbe comportato, secondo le stime indicate in conferenza, una spesa tra 4 e 5 milioni di euro. Risorse che, a suo giudizio, sarebbero state sottratte a servizi e progetti del bilancio cittadino. L’Amministrazione ritiene invece possibile ottenere la maggior parte dell’area senza impiego di fondi pubblici e con la realizzazione del parco a carico della proprietà.

Il nuovo progetto

Salvetti ha inoltre affermato che il Comune non sarebbe stato informato preventivamente dell’acquisto dell’area da parte di Frangerini Impresa, ma ne avrebbe appreso la notizia dalla stampa. Il primo incontro con la nuova proprietà, ha precisato, si è svolto giovedì 27 agosto alle 15, per conoscere intenzioni e progetto. Il sindaco ha respinto come false eventuali ricostruzioni di un coinvolgimento preventivo dell’Amministrazione e ha annunciato iniziative legali contro chi sostenesse il contrario.

Il Comune dichiara di essere al lavoro sulle clausole della futura convenzione, con l’obiettivo di tutelare l’integrità della zona verde, favorire un progetto condiviso e partecipato e limitare l’impatto dei cantieri. Tra gli indirizzi indicati c’è anche la richiesta di valutare tutte le soluzioni possibili per ridurre il consumo di suolo.

Salvetti ha escluso lo spostamento degli indici edificatori in altre aree, ritenendolo non coerente con l’impostazione della pianificazione urbanistica cittadina. Il sindaco ha aggiunto che non sarebbe possibile assegnare immobili pubblici a un privato al di fuori delle ordinarie procedure di evidenza pubblica.

La vicenda, ha sottolineato il primo cittadino, nasce nel 1977 e riguarda un terreno privato. L’Amministrazione afferma di dover conciliare le proteste del movimento di cittadini nato in difesa degli orti e del verde con i diritti della proprietà, tutelati dalla legge. Salvetti ha detto di comprendere le ragioni della mobilitazione, ribadendo però la necessità di agire nel rispetto delle regole e dell’interesse generale.

Il primo elemento nuovo indicato dal Comune riguarda la reale proporzione tra verde e costruzioni. Sulla base dei rilievi effettuati, i quattro immobili previsti occuperebbero 1.125 metri quadrati, pari all’1,83% dell’intera area. Il rapporto tra superficie verde e impronta degli edifici sarebbe quindi, secondo i dati forniti dall’Amministrazione, pari a 98 a 2 per cento.

La seconda proposta consiste nella realizzazione di soli tre piccoli cantieri per gli edifici previsti e nel trasferimento immediato al Comune della proprietà di tutto il resto del terreno. L’obiettivo dichiarato è mantenere l’area fruibile e prepararla alla progettazione del parco pubblico, coinvolgendo cittadini e associazioni anche attraverso possibili usi transitori.