Avrebbe dovuto riferire in aula sul sequestro della pista XBikes di via Diana, disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma nell’ambito di una maxi-inchiesta con 26 indagati. Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, però, non ha partecipato alla seduta del Consiglio comunale dedicata alla vicenda. Il primo cittadino, attraverso quanto riferito dal presidente dell’assemblea Federico Soffritti, si è riservato di intervenire quando sarà disponibile un quadro informativo chiaro e compatibile con i vincoli imposti dalle indagini.
In aula non era presente neppure l’assessore Francesco Carità, il cui nome compare tra gli indagati insieme a due funzionari del Servizio Sport. Carità è arrivato soltanto dopo la conclusione della discussione. L’assenza del sindaco ha provocato la reazione compatta delle opposizioni, che hanno chiesto spiegazioni sull’assegnazione e sulla gestione dell’impianto comunale di via Diana, oltre che sulle verifiche eventualmente svolte dagli uffici.
Le critiche delle opposizioni
Il primo intervento è stato quello di Fabio Anselmo, che ha contestato la scelta di Fabbri di non presentarsi personalmente davanti al Consiglio. L’esponente dell’opposizione ha richiamato la gravità delle ipotesi investigative, tra cui presunte infiltrazioni mafiose e traffico di droga, sostenendo che la città avrebbe bisogno di una risposta diretta sull’impianto sottoposto a sequestro. Anselmo ha inoltre criticato le comunicazioni diffuse dall’amministrazione e ha chiesto di sapere quando il sindaco intenda riferire ai cittadini.
Nel suo intervento, Anselmo ha anche ricordato un precedente scontro politico legato alla diffusione, da parte di Fabbri, di un lancio dell’Ansa riguardante l’arresto del figlio dell’avvocato, avvenuto anni prima. Secondo il consigliere, quella vicenda personale non può essere accostata all’attuale questione, che riguarda invece il funzionamento dell’amministrazione comunale e la tutela di un bene pubblico.
Marzia Marchi, consigliera del Movimento Cinque Stelle, ha parlato di una gestione priva di filtri e di rigore etico e ha domandato quali controlli siano stati effettuati al momento dell’assegnazione dello spazio. Tra le richieste anche l’indicazione degli atti amministrativi esaminati dagli inquirenti, l’eventuale avvio di procedure di autotutela e le iniziative previste per proteggere l’onorabilità del Comune.
La posizione della maggioranza
A rispondere per la maggioranza è stato Francesco Rendine, capogruppo della Civica Fabbri. Rendine ha sottolineato che, allo stato dei fatti, non risultano prese di posizione giudiziarie nei confronti dell’amministrazione né a carico del singolo assessore. Per questo, ha aggiunto, occorre attendere che la giustizia faccia il proprio corso prima di formulare valutazioni, nel rispetto delle norme e della presunzione di innocenza.
Anna Chiappini, del Partito democratico, ha chiarito che l’opposizione non sta chiedendo le dimissioni di nessuno e che l’accertamento delle responsabilità spetta ai giudici. La richiesta, ha spiegato, riguarda invece la trasparenza sulle procedure di gara, sulle verifiche antimafia e sui controlli eseguiti dal Comune prima di affidare per dieci anni la gestione del bene. Il Pd ha quindi sollecitato il sindaco a spiegare come l’amministrazione intenda presidiare i propri impianti e difendere la credibilità dello sport ferrarese.