Il pagamento conclusivo per l’acquisto dei beni ancora disponibili al Porto di Pisa non è arrivato entro il termine previsto. Italia Finance srl, società riconducibile a Gianluca Pellino, avrebbe dovuto versare oltre 11 milioni di euro per rilevare tutti i posti barca invenduti della struttura di Marina di Pisa, insieme a 259 posti auto e 3 box auto.
L’operazione riguardava complessivamente 217 posti barca. La società acquirente aveva già versato una caparra pari al 10 per cento, cioè 1,25 milioni di euro. Il saldo avrebbe dovuto essere effettuato entro la scadenza fissata per il closing, ma nel corso della giornata di ieri il bonifico non risultava ancora arrivato.
Il termine per il closing
Le verifiche sono state effettuate direttamente negli uffici del Tribunale di Pisa, proprio nel giorno indicato per il perfezionamento della compravendita. Alle 13 non c’era traccia del trasferimento e la situazione non risultava cambiata neppure alcune ore dopo. Il termine formale scadeva a mezzanotte, ma il mancato accredito rendeva incerto il completamento di un’operazione di queste dimensioni.
La vicenda era emersa dopo che era stata resa nota la posizione finanziaria di Italia Finance. La società era stata sottoposta a liquidazione giudiziale dal Tribunale di Roma per un debito di circa 500mila euro. L’offerta per il Porto di Pisa era stata però presentata quando l’azienda risultava ancora in bonis, pochi giorni prima del passaggio sotto la curatela affidata al commercialista Francesco Indrieri.
La società aveva motivato l’interesse per l’acquisto con la possibilità di migliorare il valore patrimoniale dell’area e con il ruolo della struttura nel comparto nautico. Era stata inoltre indicata l’intenzione di garantire continuità alla gestione esistente, lasciando agli organi del porto la pianificazione degli eventuali interventi di manutenzione e la successiva ripartizione dei costi tra i proprietari.
Le possibili alternative
Con il saldo ancora non perfezionato, la decisione torna ora al Tribunale, che dovrà stabilire come proseguire la procedura concorsuale di Boccadarno spa. Il giudice delegato Marco Zinna e la commissaria giudiziale Francesca Cavaliere non hanno fornito indicazioni pubbliche sull’evoluzione della situazione.
Le ipotesi considerate sono due. La prima consiste nel recuperare le offerte presentate in precedenza da altri potenziali acquirenti, interessati però soltanto ad alcuni lotti e non all’intero insieme dei beni disponibili. La seconda prevede una nuova asta a lotto unico, con un prezzo ulteriormente ribassato. Saranno gli organi della procedura a valutare quale soluzione adottare per evitare un ulteriore rallentamento della vendita.