Padova (PD)

Il Coccodrillo chiuso a Padova per 60 giorni dopo la rissa

Quattro persone denunciate per l’episodio del 31 ottobre; precedente sospensione per un mese disposta dalla Questura.

La Questura di Padova ha disposto la sospensione per 60 giorni dell’attività del bar Il Coccodrillo, in via Euganea. Il provvedimento, adottato dal questore Marco Odorisio, è stato eseguito dagli agenti della Polizia Amministrativa e di Sicurezza e della sezione Volanti nella notte tra il 5 e il 6 novembre, alle 2.30.

La misura è arrivata al termine degli accertamenti avviati dopo quanto accaduto nella notte di Halloween, il 31 ottobre. In quell’occasione numerose segnalazioni al 113 avevano riferito di una violenta rissa tra circa dieci persone all’interno e nelle immediate vicinanze del locale. Al loro arrivo, gli agenti hanno bloccato quattro cittadini nordafricani: uno presentava una ferita sanguinante all’arcata sopracciliare destra, mentre un altro aveva gli abiti vistosamente macchiati di sangue.

Le denunce dopo la colluttazione

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la colluttazione era iniziata nel bar e proseguita all’esterno, degenerando in una rissa. I quattro coinvolti sono stati indagati per rissa aggravata. Uno di loro è stato inoltre denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, dopo aver assunto un comportamento violento nei confronti degli agenti, tentato di sottrarsi al controllo e poi cercato di fuggire.

Dagli approfondimenti svolti negli uffici della Questura è emerso che i quattro avevano precedenti penali e di polizia, a vario titolo, per reati legati agli stupefacenti, tra cui detenzione e spaccio, oltre che per porto abusivo di oggetti atti a offendere, resistenza a pubblico ufficiale, furto, ricettazione, rapina, lesioni personali e tentato omicidio.

Il questore ha quindi attivato l’Ufficio Immigrazione per la revoca dei titoli di soggiorno nei confronti dei quattro, che risultano rispettivamente un richiedente asilo, un lavoratore stagionale, una persona irregolare sottoposta all’obbligo di firma e un titolare di permesso di soggiorno a tempo determinato. Per contenere la situazione, caratterizzata da un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, era stato necessario coordinare tutte le pattuglie delle Volanti presenti sul territorio cittadino.

Un precedente provvedimento

L’episodio si inserisce in un quadro di criticità già segnalato in passato nello stesso esercizio. Il 13 maggio 2026, il questore aveva disposto la sospensione della licenza per 30 giorni dopo controlli che avevano documentato la presenza di persone con precedenti penali, anche per reati legati al traffico di droga, e diversi episodi di violenza e colluttazioni.

In quella circostanza erano emerse anche criticità relative alla somministrazione di bevande alcoliche oltre gli orari consentiti. Secondo l’istruttoria, le misure di vigilanza e controllo adottate dal gestore non sarebbero state sufficienti a garantire condizioni di sicurezza nel locale e nelle aree vicine.

Alla luce della gravità dell’ultimo episodio, della reiterazione delle situazioni di pericolo e del precedente stop, il questore Marco Odorisio ha ritenuto necessario adottare una nuova misura di prevenzione. La chiusura del bar per 60 giorni punta a interrompere le condizioni che, secondo gli accertamenti, avrebbero favorito altri episodi di violenza e a ripristinare le condizioni di legalità e sicurezza per cittadini e avventori.