Sono stati condannati in primo grado a sei mesi per omicidio colposo i gestori della casa di riposo di Igea Marina dalla quale, nel febbraio 2021, si era allontanato un ospite di 93 anni, poi trovato morto dopo oltre un giorno e mezzo di ricerche. La sentenza riguarda marito e moglie, responsabili della società che gestiva la struttura: lei in qualità di legale rappresentante, lui indicato dall’accusa come gestore di fatto.
La vittima era Antonio Brisigotti, originario di Macerata Feltria e affetto da Alzheimer. I suoi familiari si erano costituiti parte civile nel procedimento, assistiti dagli avvocati Roberto Landi, Mauro Crociati e Paolo Dominici. La coppia imputata era invece difesa dagli avvocati Gianni e Alessandro Frisoni.
Le due uscite dalla struttura
La vicenda giudiziaria si concentra su due episodi avvenuti a pochi giorni di distanza. Il 5 febbraio 2021, Brisigotti si era già allontanato dalla casa di riposo ed era stato ritrovato nella zona della stazione ferroviaria, vicino ai binari, con una grave ferita alla testa. Il 10 febbraio l’anziano era uscito nuovamente dalla struttura, in un intervallo compreso tra le 21.40 e le 23.
In quella seconda occasione il personale aveva allertato i carabinieri. Le pattuglie dell’Arma avevano cercato l’uomo per tutta la notte e le ricerche erano proseguite anche il giorno successivo, con controlli nelle colonie abbandonate della zona. Considerata la volontà più volte manifestata dal 93enne di tornare nella propria abitazione, erano state coinvolte anche la Polfer e Start Romagna, nel caso fosse salito su un treno o su un autobus.
Il ritrovamento e l’autopsia
La svolta era arrivata dopo oltre 36 ore di ricerche. Intorno a mezzogiorno del 12 febbraio, i carabinieri avevano perlustrato l’area a monte della casa di riposo, entrando anche in un campeggio chiuso durante la stagione invernale. Nei pressi della lavanderia i militari avevano trovato i pantaloni e le ciabatte dell’anziano, quindi il suo corpo senza vita.
Il pubblico ministero aveva disposto l’autopsia. Gli accertamenti medico-legali avevano stabilito che Brisigotti era morto per il freddo e che il corpo non presentava segni di violenza. In precedenza, il gip Raffaella Ceccarelli aveva disposto il rinvio a giudizio, invitando la Procura a riqualificare l’originaria contestazione da abbandono di incapace a omicidio colposo. Il procedimento si è concluso in primo grado con la condanna dei due imputati.