Prato (PO)

Carcere di Prato, sovraffollamento e lavori fermi alla Dogaia

La Camera penale segnala 630 detenuti, spazi degradati e turni gravosi per gli agenti

Le condizioni del sistema penitenziario italiano saranno al centro della giornata di studi Lo stato generale dell’esecuzione penale. Anatomia di un disastro, organizzata dall’Unione Camere penali italiane. L’iniziativa è in programma sabato 19 settembre, dalle 9.30, al Grand hotel Adriatico di Firenze, con la partecipazione anche della Camera penale di Prato.

L’appuntamento nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita dei detenuti e di lavoro del personale all’interno degli istituti di pena. Tra i temi indicati dagli organizzatori figurano il sovraffollamento, la carenza di personale, l’inagibilità degli spazi, l’aumento dei suicidi e degli atti di autolesionismo. I lavori saranno articolati in cinque sessioni, con la presenza di avvocati, accademici, esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni.

La situazione della Dogaia

Nel quadro descritto dalla Camera penale, il penitenziario di Prato rappresenta una delle strutture maggiormente in difficoltà. Secondo la presidente Elena Augustin, ampie parti dell’istituto sono fatiscenti e una sezione è chiusa da oltre un anno. Gli interventi di ristrutturazione, riferisce la professionista, sarebbero fermi per mancanza di fondi, mentre la capienza regolamentare risulta già ridotta.

La struttura ospita attualmente 630 detenuti. La Camera penale sostiene che il livello di sovraffollamento sia nettamente superiore alla media nazionale e che la situazione sia stata ulteriormente appesantita dai recenti trasferimenti di reclusi provenienti da Sollicciano. In alcune sezioni, tra cui la settima, gli spazi disponibili sarebbero stati ridotti ancora di più dall’inserimento di una quarta branda in celle progettate per due persone.

Le criticità del personale

La denuncia riguarda anche la polizia penitenziaria e, più in generale, il personale in servizio alla Dogaia. L’organico, definito ridotto dalla presidente della Camera penale, deve gestire una struttura complessa, caratterizzata da aree parzialmente inagibili e da una situazione di forte pressione. A incidere sulle condizioni di lavoro ci sono, secondo la denuncia, anche turni massacranti.

La giornata di studi di Firenze si concluderà con la definizione di un elenco di proposte da sottoporre al Governo e al Parlamento. L’iniziativa dell’avvocatura intende così riportare al centro del confronto pubblico le difficoltà degli istituti di pena e le conseguenze del sovraffollamento sia per i detenuti sia per chi opera quotidianamente nelle strutture.