La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007. L’atto, depositato dopo un’inchiesta durata 18 mesi, apre la strada a una possibile richiesta di processo nei confronti del 38enne, accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.
La chiusura arriva per la seconda volta dopo che, alla fine di maggio, i pubblici ministeri avevano disposto ulteriori accertamenti rispetto a una prima conclusione dell’inchiesta. Le nuove attività hanno riguardato, tra gli altri elementi, l’impronta di una scarpa rilevata sulla scena del crimine e alcuni dati relativi al Dna. La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, avrà 20 giorni per esaminare gli atti e depositare eventuali memorie.
Le analisi sul campione della bicicletta
Nel comunicato con cui ha annunciato la conclusione delle indagini, la Procura di Pavia riferisce di avere acquisito una consulenza dei tecnici nominati dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Gli esperti hanno esaminato i dati grezzi consegnati dal Ris di Parma alla Procura il 6 novembre 2025, nell’ambito del procedimento attuale.
Secondo quanto riportato dai pm, nei dati sarebbero presenti due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 relative al campione indicato come bu_p, prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei. Il reperto aveva evidenziato il Dna della vittima e aveva contribuito al fermo di Stasi. Le contro-analisi successive, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero invece risultate completamente negative e avrebbero potuto consentire un approfondimento utile a scagionare Stasi già all’epoca.
Gli esiti negativi, sostiene ancora l’ufficio giudiziario, non risultavano negli atti del procedimento celebrato a carico di Stasi. Per chiarire la discordanza, i pm hanno ascoltato alcuni appartenenti al Ris di Parma dell’epoca, insieme all’ex generale Garofano, e hanno incaricato i consulenti Carlo Previderè e Pierangela Grignani di svolgere una valutazione critica dei risultati.
L’impronta della scarpa
Tra gli elementi richiamati dalla Procura c’è anche una nuova nota tecnica sulle dimensioni di una scarpa modello Frau, taglia 42, la cui impronta era stata individuata sulla scena del delitto e attribuita nel processo a Stasi. I consulenti dell’accusa hanno ritenuto che quelle misure siano compatibili con quelle del piede di Sempio. Si tratta di un elemento inserito nel quadro degli accertamenti integrativi, mentre l’eventuale processo dovrà valutare nel contraddittorio della difesa il peso delle singole risultanze.
La famiglia Poggi, attraverso la madre di Chiara, Rita, ha scelto di non commentare la nuova conclusione delle indagini. «Non mi sento di dire niente, non ho informazioni», ha dichiarato la donna. Dopo il deposito degli atti, la difesa potrà presentare le proprie osservazioni; soltanto in seguito la Procura deciderà se avanzare la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio.