Il ricordo dei defunti ha accompagnato le celebrazioni di Ognissanti e la vigilia della ricorrenza dedicata ai morti. Nella giornata del 1 novembre 2026, numerose persone si sono recate nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari, tra momenti di raccoglimento e preghiera.
La presenza delle famiglie
L’afflusso nei camposanti ha segnato la giornata, caratterizzata dalle visite alle tombe e dalla commemorazione dei defunti. La ricorrenza di Ognissanti precede quella dei morti, prevista per il giorno successivo, e rappresenta per molte famiglie un momento dedicato alla memoria e alla cura dei luoghi di sepoltura.
Accanto all’atmosfera di preghiera, tuttavia, resta il problema dei furti nei cimiteri. Tra le lapidi vengono sottratti diversi oggetti collocati sulle tombe, tra cui anche vasi in rame, con un impatto particolarmente forte in giornate in cui la presenza dei visitatori dovrebbe essere legata esclusivamente al ricordo dei propri cari.
La piaga dei furti
Le sottrazioni compromettono il clima delle celebrazioni e alimentano il disagio di chi si reca nei camposanti per onorare i defunti. Il fenomeno viene indicato come una piaga che colpisce gli spazi cimiteriali, dove gli oggetti lasciati sulle tombe diventano bersaglio di furti.
La giornata ha quindi riunito il raccoglimento delle famiglie e la denuncia di un problema che si ripresenta nei luoghi della memoria. Il servizio ha raccolto immagini e testimonianze sulla presenza dei visitatori e sulla scomparsa dei manufatti dalle aree cimiteriali.