Cori, fumogeni e simboli fascisti sono comparsi l’altra sera in piazzale Gramsci a Viterbo, dove un gruppo di persone ha inscenato una manifestazione non autorizzata. I partecipanti hanno esposto uno striscione con la scritta Noi marciamo ancora, accompagnata dal simbolo del fascio littorio, sotto il grande striscione Remigrazione presente da alcuni mesi sulla facciata di una palazzina. Per un breve periodo, il nuovo striscione sarebbe stato collocato anche sopra quello già esistente.
La manifestazione in piazza
L’iniziativa si è svolta nella notte di mercoledì, in concomitanza con la ricorrenza della Marcia su Roma del 1922, il cui giorno simbolo è il 28 ottobre. Secondo quanto ricostruito, non si sarebbe trattato di un evento autorizzato, ma l’azione appariva organizzata e riconducibile alla formula del flash mob. Le persone presenti non si sarebbero limitate a esporre lo striscione: avrebbero accompagnato la loro presenza con cori e fumogeni.
Nel corso dell’episodio non sono state segnalate tensioni. Alcuni partecipanti, tuttavia, avrebbero alzato il braccio verso l’alto, con l’aggiunta, secondo le prime ricostruzioni, di cori di matrice fascista. La scena si è svolta in uno spazio pubblico e ha attirato l’attenzione dei residenti, anche per la collocazione dello striscione e per l’utilizzo dei fumogeni. Alla manifestazione è stata contrapposta la posizione di quanti, in città, hanno ribadito di non riconoscersi nei messaggi e nei simboli comparsi in piazza.
Le verifiche della Digos
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti della Digos. Gli agenti stanno cercando di identificare i partecipanti, che secondo le informazioni disponibili si sarebbero presentati a volto scoperto. Resta da chiarire l’organizzazione dell’iniziativa, l’eventuale presenza di ulteriori promotori e la natura dei comportamenti tenuti durante il raduno. Le verifiche dovranno inoltre stabilire se vi siano profili di rilievo sotto il piano amministrativo o giudiziario.
La vicenda è stata affrontata anche nel Consiglio comunale. Rispondendo a un’interrogazione urgente presentata da Alvaro Ricci, esponente del Partito democratico, la sindaca Chiara Frontini ha condannato quanto accaduto. La prima cittadina ha inoltre sottolineato che il Comune non era stato informato preventivamente dell’iniziativa organizzata in piazzale Gramsci. Gli accertamenti della polizia serviranno ora a ricostruire con precisione la dinamica e a individuare le eventuali responsabilità.