Il Vecchio Faro di Ancona è stato gravemente danneggiato dal fulmine caduto durante il temporale di venerdì 19 settembre. Il cedimento ha interessato una parte centrale della struttura e ha riacceso l’attenzione sul futuro di uno dei simboli della città, da tempo inutilizzato e segnato dall’incuria.
Dopo il crollo, l’area è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco. Per evitare l’accesso di curiosi e visitatori, gli stradelli che salgono da via Birarelli e via del Faro sono percorribili solo parzialmente. La violenza del tuono e l’impatto del fulmine sono stati avvertiti in diversi quartieri di Ancona, mentre nelle ore successive numerosi cittadini hanno espresso preoccupazione e delusione per le condizioni del monumento.
Il sopralluogo sulla stabilità
Un primo controllo è stato effettuato dagli uffici del Comune e dall’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini. Lunedì è previsto un sopralluogo con la partecipazione dei tecnici del Demanio, del Comune e della Soprintendenza. L’obiettivo sarà verificare la staticità della costruzione, valutare i rischi di ulteriori cedimenti e individuare le misure necessarie per impedire il collasso completo.
Solo dopo questa analisi sarà possibile stabilire se e come intervenire per il recupero della struttura, oltre a definire una stima dei costi. Il terreno e il faro non appartengono al Comune di Ancona, ma al Demanio. Nei mesi scorsi l’area era stata concessa tramite bando a un soggetto privato, che avrebbe dovuto avviare un progetto di valorizzazione. Il danneggiamento ha però rinviato l’iniziativa a una data ancora da definire.
Il valore storico del monumento
Il sindaco Daniele Silvetti ha invitato a non abbandonare la speranza e ha sottolineato il legame tra il faro e la comunità anconetana. La costruzione, risalente al 1860, era stata realizzata per guidare i naviganti nell’oscurità ed è rimasta in funzione fino al 1972. Nel tempo è diventata un riferimento visivo e storico per la città, anche per la memoria dei guardiani fanalisti.
Anche il circolo naturalistico Il Pungitopo ha definito il Vecchio Faro un simbolo del Parco del Cardeto e un elemento caratteristico dello skyline anconetano. Il presidente Emiliano Stazio ha ricordato che il monumento era già indebolito da anni di mancata manutenzione e ha chiesto interventi immediati per la messa in sicurezza e il restauro. L’associazione ha inoltre annunciato che continuerà a seguire la situazione e a sollecitare le iniziative necessarie per la tutela del faro.