Castel maggiore (BO)

Francesco Stasi, 38 anni per la verità a Castel Maggiore

Il genitore del militare caduto nel 1988, 93enne, seguì la riapertura dell’inchiesta sui possibili mandanti.

È morto nella notte tra venerdì e sabato Francesco Stasi, padre di Cataldo Stasi, uno dei due carabinieri uccisi dalla banda della Uno Bianca nell’agguato di Castel Maggiore del 20 aprile 1988. Aveva 93 anni. Originario di Ruvo di Puglia, Stasi ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca della verità sulla morte del figlio e di Umberto Erriu, anche lui caduto nell’attacco.

Per quasi quattro decenni è rimasto impegnato al fianco dei familiari delle vittime dei fratelli Savi, chiedendo che fossero chiariti eventuali ruoli di complici e mandanti esterni al gruppo responsabile della stagione di sangue attribuita alla Uno Bianca. Stasi aveva inoltre assistito alla riapertura delle indagini della Procura di Bologna, considerata un passaggio importante nella ricerca di nuovi elementi sulla vicenda.

Il legame con le commemorazioni

Nonostante il dolore per la perdita del figlio, ucciso a soli 22 anni, Francesco Stasi non aveva mai interrotto la partecipazione alle iniziative dedicate alle vittime. Ogni anno prendeva parte alla commemorazione della strage di Castel Maggiore e aveva seguito anche l’intitolazione della caserma dei carabinieri di Ruvo di Puglia a Cataldo Stasi.

Alberto Capolungo, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della Uno Bianca, lo ha ricordato come un uomo sempre presente e determinato. Secondo Capolungo, Stasi non aveva mai saltato una commemorazione per il figlio e fino all’ultimo aveva continuato a chiedere piena luce su uno degli episodi più controversi della storia criminale della banda. Faceva parte dell’associazione fin dalla sua fondazione.

Il ricordo di Massimiliano Mazzanti

Anche lo scrittore Massimiliano Mazzanti, autore di diverse produzioni sulla storia della Uno Bianca, ha espresso cordoglio per la scomparsa. Nel suo ricordo ha descritto Stasi come una persona riservata ma profondamente determinata, segnata dalla perdita di Cataldo e dalla volontà di comprendere fino in fondo la sorte del figlio e dell’amico Umberto Erriu.

La morte di Francesco Stasi chiude il percorso di un padre che per 38 anni ha mantenuto vivo il ricordo del figlio e ha accompagnato le richieste dei familiari delle vittime, senza rinunciare all’attesa di una ricostruzione completa dei fatti.