Una decina di attivisti del comitato Avenza Si R-Esiste ha organizzato un flash mob al termine dello spettacolo Poveri Cristi di Ascanio Celestini, andato in scena a Casa Pellini sotto la torre di Castruccio. La manifestazione ha chiuso la rassegna Parole sotto la torre, promossa dal Comune di Carrara, e ha riportato al centro dell’attenzione la contestazione contro il progetto per la realizzazione di 28 alloggi di edilizia residenziale pubblica al Murlungo.
Al termine dell’esibizione, gli esponenti del comitato si sono posizionati davanti al palco mostrando cartelli con lo slogan I poveri Cristi si sono fermati. Al Murlungo?. L’iniziativa era accompagnata da una lettera aperta indirizzata a Celestini, al quale è stato chiesto di contribuire a far conoscere le ragioni della contrarietà alla scelta dell’area individuata dall’amministrazione comunale.
La contestazione sull’area
Secondo il comitato, gli alloggi avrebbero dovuto essere costruiti a Marina di Carrara, in una zona considerata più vicina ai servizi, al mare e alle pinete. La decisione di trasferire il progetto al Murlungo viene invece descritta dagli attivisti come il risultato di una modifica degli accordi e delle destinazioni iniziali. Nel documento, l’area viene definita insalubre e segnata da una lunga attesa per la bonifica dei terreni.
Il comitato sostiene inoltre che il sito possa essere interessato da una contaminazione da cromo esavalente. La lettera richiama la storia industriale di Carrara e il ricordo della Farmoplant, collegando l’eredità dell’inquinamento alle condizioni della zona nella quale dovrebbero trovare posto le nuove abitazioni. Si tratta di valutazioni e accuse espresse dagli attivisti per motivare la loro opposizione al progetto.
L’appello all’autore
Nel testo rivolto a Celestini, Si R-Esiste chiede di ascoltare e divulgare la battaglia contro quella che viene considerata una scelta penalizzante per le famiglie destinatarie degli alloggi. Il timore espresso è che persone già in difficoltà possano essere collocate in un’area degradata o non sufficientemente risanata, trasformando un intervento atteso per garantire una casa in una nuova forma di emarginazione.
Con il flash mob, il comitato ha quindi utilizzato il momento conclusivo dello spettacolo per sollecitare l’attenzione del pubblico e riaprire il confronto sul progetto del Murlungo. La protesta si inserisce nel dibattito sulla localizzazione dei 28 alloggi e sulle condizioni ambientali del terreno individuato per la loro costruzione.