Toscana

Femminicidi: in Toscana dal 2006 sono state uccise 149 donne

Secondo Artemisia dietro ogni femminicidio non c’è un raptus improvviso, ma una catena di controllo che si costruisce nel tempo

Femminicidi: in Toscana dal 2006 sono state uccise 149 donne

Eleonora Guidi. Tilde Buffoni. Maria Denisa Păun. Piera Ulivelli. Franka Ludwig. Samantha Del Gratta. Gianna Di Nardo. Silke Sauer. Myria Dini.

Nomi diversi, storie diverse. Ma un solo filo che le lega tutte: sono morte per mano di chi diceva di amarle.

Dal 2006 a oggi, in Toscana, sono state uccise 149 donne. Dietro quei numeri, 51 bambini rimasti orfani.

Eleonora Guidi aveva 34 anni. È stata colpita 24 volte, in cucina, dal compagno Lorenzo Innocenti, a Rufina. Nella stanza accanto, il loro bambino di un anno e mezzo. A un anno e mezzo di distanza, quel processo non è ancora cominciato.

Tilde Buffoni ne aveva 80. Uccisa a colpi di pistola dal marito, a Montignoso. Lui si è tolto la vita subito dopo.

C’è poi una storia che, più di altre, ha segnato la Toscana: quella di Klodiana Vefa. Aveva scelto di lasciare il marito Alfred, di ricominciare da sola. Lui non glielo ha perdonato. Tre colpi di pistola, a Castelfiorentino, nel settembre 2023. Poi si è tolto la vita. La sua colpa, se così si può chiamare, era stata quella di scegliere per sé.

Uno schema che si ripete, quasi identico, in ogni caso. Il rifiuto di accettare un “no”. Il bisogno di controllare, fino all’ultimo, chi si vorrebbe libera.

Da Artemisia lo spiegano con chiarezza: dietro ogni femminicidio non c’è un raptus improvviso, ma una catena di controllo che si costruisce nel tempo. Il rifiuto di riconoscere alle donne la libertà di scegliere della propria vita, del proprio corpo, delle proprie relazioni.

I numeri più recenti confermano che l’emergenza non si ferma. Nel 2023 i femminicidi in Toscana erano stati sei.

Nel 2024 sono saliti a nove, con quattro minori rimasti orfani. Cinquemilaseicento donne hanno contattato i centri antiviolenza della regione. Duemilasettecento gli accessi al pronto soccorso con codice rosa, quattrocento in più rispetto all’anno precedente.