La Procura di Ferrara ha chiesto sei anni e otto mesi di reclusione per un 28enne ferrarese accusato di omicidio preterintenzionale ai danni del nonno di 83 anni. La richiesta è stata formulata con rito abbreviato durante l’udienza di mercoledì 21 ottobre, con il riconoscimento delle attenuanti generiche ritenute equivalenti alle aggravanti.
I fatti contestati risalgono al 19 dicembre 2023, quando il giovane avrebbe aggredito l’anziano all’interno della cucina dell’abitazione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 28enne avrebbe colpito il nonno con una raffica di pugni al volto e alle mani, mentre l’83enne cercava di difendersi e di parare i colpi. L’aggressione sarebbe nata da futili motivi: il giovane lo avrebbe ritenuto erroneamente responsabile di averlo scambiato per un’altra persona.
Le conseguenze dell’aggressione
Le lesioni riportate dall’anziano furono gravissime. Nelle ore successive venne sottoposto a due interventi di craniotomia, eseguiti per ridurre i danni provocati da un trauma cranico con ematoma. Il quadro clinico, giudicato guaribile in oltre quaranta giorni, lasciò però conseguenze permanenti sulle funzioni neurologiche e determinò una patologia irreversibile.
L’83enne rimase ricoverato per quasi un anno, senza riuscire a recuperare le condizioni precedenti all’aggressione. È morto l’8 dicembre 2024 in una casa di riposo di Ferrara. Inizialmente il nipote era stato indagato per lesioni personali aggravate, ma dopo il decesso dell’anziano l’accusa è stata modificata in omicidio preterintenzionale.
L’inchiesta e la prossima udienza
Il sostituto procuratore Ciro Alberto Savino, titolare dell’inchiesta, ha disposto accertamenti medico-legali. Secondo le conclusioni del consulente Lorenzo Marinelli, ci sarebbe un collegamento diretto tra le lesioni inflitte durante il pestaggio e il progressivo peggioramento delle condizioni fisiche e mentali dell’anziano, fino alla morte.
Il procedimento proseguirà il 27 gennaio, quando è prevista la discussione della difesa, rappresentata dall’avvocato Carlo Bandiera. Al termine dell’udienza il gup Marco Peraro si è riservato di valutare l’eventuale disposizione di una perizia. La richiesta della Procura non costituisce dunque una sentenza definitiva.