È ancora al centro di un procedimento giudiziario la vicenda di un 30enne di Vetralla che, dopo essersi allontanato dagli arresti domiciliari, venne ritrovato cinque giorni più tardi in mare, a quasi due chilometri dalla costa di Ostia. Il giovane, all’epoca dei fatti 26enne, fu soccorso dopo essere stato individuato nudo e in difficoltà da due amici che navigavano a bordo di un’imbarcazione.
I fatti risalgono al 3 luglio 2022, quando i due diportisti si trovavano a circa un miglio dal porto turistico di Ostia Lido. Mentre procedevano verso il mare aperto, notarono una persona che galleggiava in acqua. Avvicinatisi, sentirono l’uomo chiedere aiuto: non sarebbe stato più in grado di raggiungere la riva.
Le ricerche dopo l’allontanamento
Secondo quanto ricostruito nel corso dell’udienza, il giovane si era allontanato dall’abitazione di Vetralla il 28 giugno, mentre si trovava sottoposto ai domiciliari. Dopo la segnalazione, i carabinieri avevano raggiunto l’appartamento ed eseguito una perquisizione, senza però trovare il 30enne. Le ricerche erano proseguite nei giorni successivi, anche con la collaborazione del padre.
In aula ha deposto un carabiniere, che ha riferito le fasi iniziali degli accertamenti. Il militare ha spiegato che il ragazzo era irreperibile dopo l’allontanamento e che la famiglia aveva fornito supporto alle attività di ricerca. Il procedimento per evasione si sta celebrando davanti alla giudice Giovanna Camillo.
È stato ascoltato anche il padre dell’imputato, 62 anni. L’uomo ha raccontato che il figlio era sottoposto alla misura in un appartamento vicino alla propria abitazione e che lui gli portava da mangiare. Con il passare del tempo, non vedendolo più e non riuscendo a mettersi in contatto con lui, aveva pensato anche di rivolgersi alla trasmissione Chi l’ha visto?, senza poi procedere.
Il salvataggio in mare
Quando i due amici lo individuarono, gli lanciarono un salvagente e allertarono la Capitaneria di porto. Il giovane venne recuperato e trasportato in ospedale in codice giallo. Le verifiche successive permisero di collegare la sua identità alla persona che avrebbe dovuto trovarsi sottoposta ai domiciliari a Vetralla.
Agli investigatori, secondo quanto riferito in aula, l’imputato avrebbe dichiarato di aver cenato da solo nella propria abitazione e di aver trascorso una serata tranquilla prima di addormentarsi. Avrebbe inoltre detto di non ricordare come fosse finito in mezzo al mare. Attualmente è detenuto nel carcere di Terni per un cumulo di pene concorrenti, mentre il processo per l’allontanamento dalla misura cautelare è ancora in corso.