Non ci sarebbe un movente specifico né un obiettivo individuato in precedenza dietro l’aggressione avvenuta al liceo Ariosto di Ferrara. Secondo quanto emerso dagli accertamenti e dall’interrogatorio, il 22enne arrestato dai carabinieri avrebbe agito d’impulso, in un quadro di forte sofferenza personale.
Il giovane è accusato di lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio. La mattina del 30 settembre sarebbe entrato nell’istituto di via Arianuova e avrebbe tentato di colpire con un coltello uno studente di 15 anni. Il ragazzo ha riportato lesioni lievi all’addome e alle mani, è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Cona per gli accertamenti e successivamente dimesso.
Una scelta casuale
Agli inquirenti, il 22enne avrebbe raccontato di essersi svegliato con l’idea di raggiungere il liceo, una scuola nella quale non era conosciuto, per aggredire una persona scelta casualmente e poi togliersi la vita. Avrebbe inoltre descritto uno stato di forte agitazione e la sensazione di essere, in quel momento, quasi estraneo a se stesso.
Durante l’episodio avrebbe pianto mentre teneva la lama puntata verso l’addome dello studente. Gli accertamenti successivi non avrebbero evidenziato rapporti precedenti tra i due. Anche l’analisi dei social network, secondo quanto si apprende, non avrebbe fatto emergere collegamenti diretti.
Il quadro personale e le verifiche
Il giovane sarebbe seguito da alcuni mesi dal servizio psichiatrico territoriale dell’Ausl di Ferrara, in relazione a precedenti manifestazioni di disagio e pensieri suicidari. Dagli accertamenti non sarebbero emersi precedenti episodi di violenza a suo carico.
Nel corso dell’interrogatorio avrebbe mantenuto un atteggiamento collaborativo, mostrando, secondo quanto riferito, consapevolezza della gravità dei fatti e della propria condizione di sofferenza. Gli ulteriori accertamenti potrebbero concentrarsi anche sul suo quadro clinico.
Nelle ore successive avrebbe avuto un ruolo importante anche la famiglia. La madre, dopo aver notato un comportamento anomalo, sarebbe riuscita a convincerlo a recarsi dai carabinieri per raccontare quanto accaduto.
Il 22enne si sarebbe poi presentato in caserma con il fodero dell’arma, ritenuto compatibile con il coltello recuperato all’interno della scuola, e con gli abiti che avrebbe indossato durante l’episodio. Questi elementi avrebbero contribuito alla contestazione dell’arresto in quasi flagranza.
Il giovane si trova attualmente in una struttura sanitaria, in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip del tribunale di Ferrara, fissata per le 10.30 di venerdì 2. Il suo difensore ha sostenuto che non si tratterebbe di un episodio riconducibile alla violenza tra coetanei o a dinamiche interne alla scuola, ma di un gesto isolato legato a una situazione di disagio psichico.