Montale (PT)

Esposto a Pistoia sugli sforamenti del termovalorizzatore

Comitati e associazione contestano controlli e comunicazioni sulle emissioni dell’impianto di via Tobagi

Il comitato nonCIStiamo e l’associazione Zero Waste Italy, con il supporto dell’avvocato Alessandro Fagni del Foro di Pistoia e del chimico e biologo Andrea Gheri, hanno presentato un esposto penale alla Procura della Repubblica di Pistoia. Al centro dell’iniziativa ci sono gli sforamenti delle emissioni registrati nel corso del 2026 nell’inceneritore di via Tobagi e le modalità di controllo dei valori rilevati.

Nel documento vengono inoltre chiamate in causa le responsabilità delle amministrazioni comunali e la gestione delle informazioni relative alla sicurezza della popolazione. Secondo quanto riferito dal comitato, il sindaco di Agliana avrebbe dichiarato di essere stato informato degli sforamenti già a luglio. Da qui la richiesta di chiarire per quale motivo il sindaco di Montale avrebbe sostenuto di non essere a conoscenza della situazione e non sarebbe intervenuto immediatamente.

Le contestazioni sui controlli

Gli autori dell’esposto sostengono che Arpat abbia inviato una comunicazione scritta il 16 agosto. La notizia relativa allo sforamento di sostanze indicate come pericolose, tra cui diossine e furani, sarebbe stata però riferita dal sindaco di Montale soltanto durante il Consiglio comunale dell’8 ottobre. Il comitato chiede quindi di accertare i tempi con cui le amministrazioni sarebbero state informate e le ragioni della mancata adozione di provvedimenti cautelativi.

Nel mirino c’è in particolare la Linea 3, dove a luglio sarebbero stati rilevati superamenti dei valori emissivi. I presentatori del ricorso parlano di omissioni nella tutela della salute pubblica e contestano l’assenza di una chiusura temporanea dell’impianto, di interventi correttivi e di comunicazioni dettagliate sui controlli o sulle misure straordinarie adottate. Si tratta, tuttavia, di valutazioni contenute nell’esposto e dovranno essere verificate dagli organi competenti.

I dati riportati nella perizia

La perizia firmata da Andrea Gheri descrive, secondo il comitato, una struttura caratterizzata da guasti frequenti, fermi e ripartenze delle due linee e picchi emissivi. Nel documento vengono citati valori di mercurio che a maggio sarebbero risultati tra 20 e 30 volte superiori a quelli ritenuti normali e dati sugli idrocarburi policiclici aromatici, gli IPA, fino a dieci volte più elevati a settembre.

La relazione segnala inoltre presunti ritardi nella trasmissione dei dati agli enti: i report relativi a giugno, sempre secondo quanto riportato nell’esposto, non sarebbero stati disponibili ancora a ottobre. Il sistema basato sulle medie matematiche viene contestato perché potrebbe attenuare la rilevanza dei picchi emissivi. I residenti avrebbero infine segnalato rumori intensi, attribuiti alle turbine e agli interventi di manutenzione svolti anche durante la notte.

Il comitato e l’associazione chiedono la chiusura immediata dell’inceneritore e l’avvio di un piano integrato di bonifica dell’area di via Tobagi. I promotori ricordano che il sito è utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti da 48 anni e sostengono che la struttura abbia superato la propria vita utile. Le responsabilità e l’eventuale presenza di violazioni saranno ora oggetto degli accertamenti della Procura e degli enti preposti.