Don Ivo Bruni è morto nella notte tra il 29 e il 30 agosto all’ospedale Santa Rosa, dove era stato ricoverato nel tardo pomeriggio dopo un improvviso malore. Aveva 87 anni, compiuti il 24 agosto, e per quasi sei decenni ha svolto il ministero sacerdotale nella diocesi.
La notizia ha suscitato cordoglio nella comunità ecclesiale e tra i cittadini di Viterbo. Don Ivo è stato a lungo parroco della chiesa di Sant’Angelo in Spatha, in piazza del Comune, incarico ricoperto dal 1971 al 2022. Dopo le dimissioni per raggiunti limiti di età, aveva continuato a prestare servizio come vicario parrocchiale.
Le esequie nella chiesa di Sant’Angelo
I funerali si terranno lunedì 31 agosto alle 16 nella chiesa di Sant’Angelo in Spatha. La celebrazione sarà presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza. Don Ivo aveva celebrato il sessantaduesimo anniversario della propria ordinazione sacerdotale lo scorso 13 agosto: era stato ordinato il 28 giugno 1964.
Il vicario generale Luigi Fabbri lo ha ricordato come un sacerdote dalla fede profonda, disponibile e attento alla vita della diocesi. Nel messaggio ha sottolineato la sua umanità, l’umiltà e la particolare vicinanza ai poveri, oltre alla presenza costante nella Curia, dove fino a pochi giorni fa svolgeva l’incarico di vicecancelliere.
Fabbri ha ricordato anche il legame con gli oltre 160 membri delle comunità neocatecumenali presenti nella parrocchia e con i nipoti. Don Ivo, ha aggiunto, è stato un punto di riferimento per generazioni di viterbesi, parrocchiani e non. Tra le sue passioni c’era la montagna, un interesse richiamato anche nel messaggio di commiato diffuso dalla diocesi.
Il lungo percorso nella diocesi
Nato a Viterbo il 24 agosto 1939, Bruni era entrato nel seminario minore nel 1951. Nel 1959 aveva proseguito la formazione al seminario regionale Santa Maria della Quercia, completando gli studi filosofici e teologici. In seguito aveva conseguito alla Pontificia Università Lateranense la laurea in Teologia dogmatica, nel 1968, e il diploma in Teologia pastorale, nel 1970.
Nel corso del ministero era stato vicario parrocchiale a Sant’Angelo e a San Sisto, amministratore parrocchiale di San Giovanni Evangelista e, per un periodo, di San Marco. Aveva inoltre ricoperto diversi incarichi diocesani: direttore dell’Ufficio di pastorale familiare, vicario foraneo della forania di Viterbo, cancelliere vescovile e poi vicecancelliere. Era stato anche assistente spirituale e accompagnatore di diverse associazioni laicali, tra cui le Acli e l’Ucid.
Il presidente della Provincia Alessandro Romoli ha espresso il cordoglio dell’amministrazione, ricordando gli incontri mattutini con il sacerdote davanti alla chiesa, quando don Ivo ne apriva le porte. Romoli ha citato la sua consuetudine a rivolgere una parola buona, una battuta o un saluto gentile, oltre alla presenza a Palazzo Gentili in occasione delle benedizioni pasquali.