Toscana

Due procedimenti dopo le proteste a Massa e Carrara

Contestati i blocchi al porto apuano e sui binari; prossima udienza il 5 marzo 2027.

Sono due i procedimenti giudiziari avviati dopo le mobilitazioni organizzate nell’autunno 2025 contro la guerra a Gaza e il transito di armi dalla provincia apuana verso Israele. I fatti riguardano il presidio al porto di Marina di Carrara del 22 settembre e l’occupazione dei binari alla stazione di Massa Centro avvenuta l’3 ottobre, durante lo sciopero generale per la Palestina.

Il presidio al porto

Il 22 settembre attivisti e associazioni si radunarono dall’alba davanti all’ingresso di Fhp Terminal, in viale Da Verrazzano, a Marina di Carrara. I manifestanti bloccarono per circa sette ore i veicoli in entrata e in uscita dallo scalo, chiedendo che il porto non venisse utilizzato per la movimentazione di armi destinate a Israele. In serata la mobilitazione proseguì con un corteo nel centro cittadino.

Per i fatti del porto sono stati notificati 37 decreti penali di condanna. L’accusa contestata è quella di ostacolo alla circolazione stradale commesso da più persone, con una sanzione fissata in 1.800 euro per ciascun destinatario. Il procedimento riguarda dunque la condotta tenuta durante il presidio e il conseguente rallentamento dei mezzi diretti verso il terminal.

L’occupazione della stazione

Undici giorni dopo, il 3 ottobre, circa 4mila persone parteciparono a una manifestazione a Massa, convocata nel quadro dello sciopero generale per la Palestina e dopo l’intervento israeliano contro la Global Sumud Flotilla. Il corteo raggiunse la stazione di Massa Centro e circa 200 manifestanti superarono la recinzione, occupando i binari per una cinquantina di minuti.

La circolazione ferroviaria venne sospesa, con ripercussioni sulla linea Pisa-La Spezia. Nel pomeriggio la protesta interessò anche l’area del casello dell’autostrada A12. Per quanto avvenuto in stazione, gli avvisi di conclusione delle indagini furono inizialmente notificati a 37 persone; il procedimento ha coinvolto alla fine 36 imputati, accusati di interruzione di pubblico servizio e ostacolo alla circolazione ferroviaria. Per 13 di loro è stata contestata anche la modifica del percorso del corteo.

La Cgil e le difese hanno rivendicato il carattere pacifico della manifestazione, contestando l’impostazione accusatoria. Dopo alcuni rinvii, l’udienza è stata aggiornata al 5 marzo 2027. I legali puntano a riunire i procedimenti e a sollevare una questione di legittimità costituzionale. Le eventuali responsabilità dovranno comunque essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.