Lodi (LO)

Dal calcio giovanile all’hockey di serie A1: emessi 11 Daspo dopo episodi di violenza

Dieci provvedimenti colpiscono una maxirissa tra calciatori dilettanti, mentre un tifoso di hockey viene allontanato per aver lanciato birra nel rettangolo di gioco contro un avversario

Dal calcio giovanile all’hockey di serie A1: emessi 11 Daspo dopo episodi di violenza

Il Questore di Lodi ha emesso undici provvedimenti di Daspo per punire gravi episodi di violenza verificatisi durante manifestazioni sportive locali. I divieti hanno colpito dieci calciatori dilettanti a seguito di una rissa sul campo e un tifoso di hockey che ha lanciato della birra contro un atleta avversario.

11 Daspo dopo episodi di violenza

Undici provvedimenti di D.a.Spo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) tracciano una linea invalicabile tra la sana passione agonistica e l’inaccettabile deriva violenta, colpendo duramente sia le intemperanze sul campo dei giovani dilettanti sia i gesti incivili sugli spalti della massima serie. La stretta decisiva, che rientra nelle costanti attività di prevenzione e contrasto ai disordini sportivi, porta la firma del Questore della Provincia di Lodi, Antonio Giuseppe Salvago.

Rissa sul campo

L’episodio più grave, per proporzioni e conseguenze fisiche, si è consumato lo scorso 18 aprile 2026 sul terreno di gioco dello stadio Comunale di Castiraga Vidardo. Durante il match tra le compagini giovanili dell’“U.S.D. Vidardese” e del “San Giuliano C.V.S. A.R.L.”, la tensione agonistica è degenerata in una vera e propria rissa tra atleti. Le conseguenze sono state pesanti: un calciatore della squadra ospite di San Giuliano Milanese ha riportato la frattura della mandibola, con una prognosi medica di ben 37 giorni.

L’indagine lampo, avviata grazie alla proposta avanzata dall’Arma dei Carabinieri e approfondita dalla Divisione Anticrimine della Questura, ha portato all’emissione di ben 10 Daspo nei confronti dei giovani atleti coinvolti. Nello specifico, l’autorità di pubblica sicurezza ha disposto un provvedimento della durata di due anni per il soggetto ritenuto maggiormente responsabile delle condotte violente, mentre per i restanti nove atleti che hanno preso parte attiva ai disordini è scattata una sanzione della durata di un anno ciascuno.

Nei confronti di tutti i calciatori sanzionati si applicherà il divieto di accesso in tutte le strutture sportive del territorio nazionale ove si disputano incontri di calcio di qualsiasi genere e categoria. Tuttavia, l’istruttoria ha previsto una speciale autorizzazione che permetterà comunque ai giovani atleti di partecipare agli allenamenti e alle partite ufficiali che la propria società di appartenenza disputerà.

Birra in faccia all’avversario durante i Playoff di Hockey

Il secondo fronte dell’intervento della Questura riguarda invece il tifo sugli spalti e si sposta sul parquet dell’hockey su pista. Lo scenario è quello del Pala Castellotti di Lodi, dove il 23 maggio scorso si disputava l’infuocata gara 4 della semifinale playoff di Serie A1 tra la compagine locale della “BCC Centropadana Amatori Lodi” e gli ospiti dell’“Ubroker Hockey Bassano del Grappa”.

Durante lo svolgimento del secondo tempo, un 31enne italiano situato nel settore della tifoseria organizzata locale ha scagliato il contenuto liquido di un bicchiere di birra all’interno del rettangolo di gioco. Il lancio, mirato espressamente in direzione di un atleta della squadra ospite, è riuscito a colpire il giocatore in pieno volto. Un gesto incivile che è costato al 31enne un Daspo della durata di un anno emesso direttamente dal Questore. A differenza dei calciatori, per il tifoso la linea scelta è quella dell’intransigenza totale: sarà categoricamente interdetto all’accesso in tutte le strutture sportive del territorio nazionale in cui si disputano incontri di hockey su pista di qualsiasi genere e categoria, incluse le partite amichevoli.

La linea della Questura

Questi undici provvedimenti complessivi confermano la massima attenzione delle forze dell’ordine nel monitorare i contesti agonistici del territorio e nel reprimere i fenomeni di intemperanza. L’azione congiunta tra i Carabinieri e l’equipe investigativa della Divisione Anticrimine punta a isolare i violenti e a tutelare i valori autentici dello sport, ribadendo che nessun tipo di condotta aggressiva – sia essa la reazione scomposta di un atleta o il gesto provocatorio di un tifoso – sarà più tollerata nei palcoscenici agonistici della provincia.