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Condanna definitiva per lo scafista della strage di Cutro

Suprema Corte respinge impugnazione: confermata anche sanzione da tre milioni già stabilita a Catanzaro

Condanna definitiva per lo scafista della strage di Cutro

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Mohamed, rendendo definitiva la condanna a 20 anni di reclusione per il suo ruolo nella vicenda della strage di Cutro. La Suprema Corte ha confermato anche la multa da 3 milioni di euro già inflitta dalla Corte d’Appello di Catanzaro.

Il verdetto di secondo grado era stato pronunciato il 19 marzo 2025. Contro quella decisione, l’avvocata Vincenza Raganato aveva chiesto l’annullamento della sentenza, sostenendo la presenza di vizi procedurali e di carenze nella motivazione del provvedimento.

Le contestazioni della difesa

Nel ricorso, la difesa aveva messo in discussione la ricostruzione del ruolo attribuito a Mohamed. Secondo i legali, l’uomo non sarebbe stato tra gli organizzatori della traversata e non avrebbe svolto le funzioni di comandante dell’imbarcazione. Sarebbe stato invece incaricato soltanto di eseguire piccole riparazioni al motore, in cambio di un compenso.

Gli avvocati avevano inoltre sostenuto che il siriano non si trovasse al timone al momento dell’impatto. La stessa circostanza, secondo quanto riportato nel ricorso, era già stata accertata per l’altro imputato, Gun Ufuk. La difesa aveva quindi contestato l’attribuzione a Mohamed di una responsabilità diretta nella conduzione dell’imbarcazione.

Il tema dei soccorsi

Un ulteriore punto sollevato dalla difesa riguardava il procedimento a carico di alcuni militari, chiamati a rispondere del presunto ritardo nei soccorsi. I legali avevano chiesto di acquisire gli atti di quell’inchiesta, ritenendo che il ritardo potesse avere rappresentato una concausa delle morti avvenute nel naufragio.

La Cassazione ha però respinto tutte le eccezioni formulate dalla difesa. Con la decisione della Suprema Corte, la sentenza diventa esecutiva nei suoi elementi principali: la pena detentiva di 20 anni e la sanzione pecuniaria già stabilita dai giudici d’appello. La pronuncia chiude così il percorso processuale nei confronti di Mohamed, almeno rispetto ai punti esaminati nel ricorso.