Lombardia

Cori e striscioni contro i militari, multe fino a 10mila euro

Foa Boccaccio contesta gli atti legati alla protesta del 24 maggio durante la parata dell’Italian Raid Commando.

Multe da mille a 10mila euro potrebbero essere notificate ad alcuni militanti del centro sociale Foa Boccaccio per la protesta organizzata il 24 maggio durante il passaggio della parata dell’Italian Raid Commando. A riferirlo è lo stesso centro sociale monzese, che ha pubblicato sui social un messaggio nel quale annuncia l’intenzione di contestare le sanzioni e di avviare quella che definisce una guerra alle multe.

Il provvedimento contestato riguarda l’illecito amministrativo di manifestazione non autorizzata previsto dall’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, al comma 3. Secondo quanto riportato dal Foa Boccaccio, le sanzioni possono oscillare tra 1.000 e 10.000 euro per ciascuna persona. La disciplina, sempre secondo la ricostruzione diffusa dal centro sociale, è collegata al nuovo Decreto Sicurezza approvato a febbraio, che avrebbe trasformato in illecito amministrativo una condotta precedentemente considerata reato.

La protesta durante la parata

La vicenda si è verificata a Monza, nella mattinata del 24 maggio, giornata conclusiva dell’esercitazione militare Italian Raid Commando. L’attività aveva coinvolto la Brianza monzese e lecchese, con la partecipazione di oltre un centinaio di militari italiani e stranieri. La parata è partita dal centro cittadino ed era diretta verso la Villa Reale.

Durante il passaggio del corteo, alcuni contestatori hanno esposto striscioni e intonato cori rivolti contro i militari e l’iniziativa. Nel pomeriggio si è svolta anche una marcia per la pace, con centinaia di partecipanti tra partiti, associazioni e sindacati. Il corteo è partito da piazza Bonatti e ha raggiunto il centro cittadino.

Le contestazioni del centro sociale

Il Foa Boccaccio contesta l’applicazione della norma e sostiene che non sarebbe chiaro quale autorizzazione fosse necessaria per esporre uno striscione o intonare cori. Nel messaggio diffuso online, il centro sociale interpreta le sanzioni come un tentativo di colpire le forme di protesta spontanee e autogestite, richiamando le nuove disposizioni introdotte dal governo.

Nel post viene citato anche un episodio avvenuto a Lecco, dove, secondo quanto riferito dal centro sociale, sarebbero state elevate oltre quaranta multe ai partecipanti a una manifestazione del 27 aprile contro una commemorazione organizzata da un gruppo legato all’estrema destra. Il dato non è accompagnato, nel testo diffuso dal Foa, da ulteriori elementi sulle singole contestazioni.

Secondo i militanti, la crescita di casi analoghi e l’importo delle sanzioni renderebbero la partecipazione alle manifestazioni esposta a un rischio economico. Il centro sociale sostiene inoltre che la trasformazione della contestazione in un procedimento amministrativo riduca le possibilità di confronto in sede giudiziaria e produca un effetto intimidatorio su chi valuta se partecipare a un corteo.

Il Foa Boccaccio ha infine annunciato di voler proseguire le proprie attività politiche, indicando tra le principali battaglie quella contro la guerra e assicurando che continuerà a organizzare iniziative anche in forma spontanea. Le valutazioni sulla legittimità delle sanzioni e sulle condotte contestate dovranno essere affrontate nelle sedi competenti.