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Caso Kata, il gip archivia l’inchiesta sulla scomparsa

Gli elementi raccolti non consentono una previsione di condanna per i due zii; resta possibile una nuova attività investigativa

Il giudice per le indagini preliminari di Firenze ha disposto l’archiviazione del procedimento sulla scomparsa di Kataleya Alvarez, la bambina peruviana di cinque anni sparita il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor del capoluogo toscano. La struttura, all’epoca occupata, era il luogo in cui la piccola viveva con la madre e un fratellino.

Il provvedimento riguarda l’inchiesta nella quale erano indagati lo zio materno e quello paterno, accusati, tra le altre ipotesi, di sequestro di persona a scopo di estorsione. La decisione è stata adottata dal gip dopo la richiesta della Procura di Firenze, al termine delle attività investigative svolte per ricostruire le circostanze dell’allontanamento della bambina e verificare il possibile coinvolgimento dei due familiari.

Le ragioni dell’archiviazione

In una nota diffusa dal tribunale viene spiegato che gli elementi raccolti durante le indagini preliminari non permettono di formulare una ragionevole previsione di condanna nei confronti degli indagati. Secondo quanto riportato nel provvedimento, le numerose attività investigative non hanno consentito di ricostruire con sufficiente certezza le modalità con cui la bambina sarebbe stata sottratta e si sarebbe allontanata dall’ex hotel Astor.

Gli accertamenti, inoltre, non avrebbero prodotto elementi individualizzanti idonei ad attribuire agli zii le condotte contestate. Le diverse ipotesi esaminate nel corso dell’inchiesta, si legge ancora nella nota, sono rimaste prive di riscontri probatori ritenuti sufficientemente gravi, precisi e concordanti. L’archiviazione, quindi, riguarda il procedimento nei confronti degli attuali indagati e non ricostruisce in via definitiva la sorte della bambina.

La possibilità di riaprire le indagini

Nel decreto viene richiamato anche l’articolo 414 del codice di procedura penale, che consente al pubblico ministero di chiedere la riapertura delle indagini quando emergano nuove esigenze investigative e sia ragionevolmente prevedibile l’individuazione di nuove fonti di prova. Tali elementi, da soli o insieme a quelli già acquisiti, dovrebbero poter giustificare l’esercizio dell’azione penale.

Il tribunale precisa tuttavia che il riferimento alla possibilità di riaprire il fascicolo serve a chiarire la portata del provvedimento e non rappresenta una valutazione anticipata sull’eventuale acquisizione di nuovi elementi. La decisione del gip lascia dunque aperta, secondo le condizioni previste dalla legge, la possibilità di ulteriori accertamenti qualora si rendano disponibili nuove prove.

La madre della bambina, Katherine Alvarez Vasquez, aveva comunicato il 9 ottobre, attraverso il legale Giovanni Conticelli e la criminologa Stefania Sartorini, che non si sarebbe opposta alla richiesta di archiviazione. In quella nota veniva precisato che, allo stato degli atti, non erano emersi elementi fattuali o giuridici idonei a sostenere un’opposizione nei confronti delle persone indagate.

La difesa della madre aveva però aggiunto di riservarsi lo svolgimento di mirate attività investigative difensive. L’obiettivo indicato era acquisire nuovi elementi da sottoporre alla Procura di Firenze per chiedere, se ne ricorressero i presupposti, la riapertura delle indagini e arrivare all’identificazione dei responsabili della scomparsa della piccola.