Il caso Garlasco torna al centro del confronto tra consulenti per la gestione degli accertamenti genetici eseguiti sulla bicicletta di Alberto Stasi, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Il punto contestato riguarda due analisi che avrebbero dato esito negativo dopo un primo risultato positivo.
Secondo quanto emerso, gli esiti negativi non sarebbero stati comunicati all’epoca alla difesa di Stasi. La questione coinvolge i laboratori dei Ris di Parma e ha riaperto il confronto tra i professionisti incaricati dalle diverse parti del procedimento. Da un lato c’è l’ex comandante del reparto, Luciano Garofano, che ha sostenuto di avere comunicato tutti gli accertamenti alle parti.
Le versioni contrapposte
Il genetista Marzio Capra, componente del team dei Poggi, ha invece riferito di avere visto i risultati negativi e di averne ricevuto comunicazione nel giorno della firma del verbale relativo agli accertamenti. Capra ha precisato che non sarebbe possibile stabilire, sulla base delle sole informazioni disponibili, se le verifiche fossero state eseguite sullo stesso campione.
Per chiarire questo aspetto, secondo il genetista sarebbe necessario esaminare i dati grezzi e verificare se gli esiti derivassero da campioni differenti. Capra ha inoltre sostenuto che i due ex consulenti tecnici del team di Stasi, Avato e Fabbri, sarebbero stati informati dell’esistenza dei risultati negativi durante una riunione.
Una ricostruzione respinta dai due tecnici, che hanno definito assolutamente false le dichiarazioni di Capra. In una nota hanno affermato di non avere mai avuto conoscenza, né visiva né documentale, del fatto che il campione avesse prodotto esiti negativi, né al momento della riunione né successivamente, durante il processo.
La richiesta alla Procura
Avato e Fabbri sostengono inoltre che quei risultati non siano mai confluiti nel fascicolo e non siano stati citati in atti processuali o consulenze. A loro dire, gli esiti non sarebbero stati inviati neppure ai periti del giudice Vitelli, incaricati nel 2009.
I due ex consulenti hanno annunciato l’intenzione di presentare querela contro Capra, ritenendo che le sue affermazioni abbiano gettato ombre sul loro operato. Hanno inoltre comunicato che chiederanno alla Procura della Repubblica di Pavia di essere ascoltati come persone informate sui fatti, con l’obiettivo di chiarire definitivamente la vicenda relativa agli accertamenti sulla bicicletta.