Nel caso David Rossi, dopo le critiche della Camera penale di Siena alla commissione parlamentare d’inchiesta, interviene anche la giunta dell’Unione delle Camere penali italiane. L’organismo chiede ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, di verificare che l’attività della commissione resti entro i poteri previsti dalla Costituzione.
Al centro della presa di posizione ci sono la fuga di notizie, la diffusione di atti che potrebbero essere coperti da obblighi di segreto e le modalità con cui vengono condotti i lavori. Le Camere penali sollecitano inoltre il Parlamento a riflettere sulle garanzie riconosciute alle persone coinvolte in un’inchiesta parlamentare, sottolineando che lo Stato di diritto non può essere sospeso in occasione di una conferenza stampa.
I limiti dell’inchiesta
Nel documento viene ricostruito il percorso che ha portato il presidente della commissione, Gianluca Vinci, a indicare come presunto mandante l’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari e come componente del gruppo che avrebbe intimidito David Rossi Gabriele Ceccherelli, ex esponente del calcio storico fiorentino.
Secondo l’Unione delle Camere penali, nessuna procura ha mai iscritto i due uomini nel registro degli indagati, né risulta che siano stati ascoltati o formalmente accusati. Il contraddittorio, osservano gli avvocati, sarebbe stato previsto soltanto in un momento successivo, quando una condanna mediatica era già stata pronunciata.
Le Camere penali ricordano che le commissioni d’inchiesta procedono con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria, ma non hanno il compito di giudicare. La loro funzione è acquisire notizie e dati utili all’attività parlamentare, senza sovrapporsi alla magistratura o compromettere le indagini. L’inchiesta non accerta responsabilità penali, non esercita l’azione penale e non emette sentenze: al termine può eventualmente trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria.
La divulgazione dei nomi
Un ulteriore punto contestato riguarda le modalità di acquisizione e gestione delle dichiarazioni, già sollevato dall’avvocato Roberto Nesticò, che assiste Villanova Correa. La divulgazione anticipata dei nomi, sostengono i penalisti, potrebbe compromettere l’accertamento dei fatti in qualunque scenario.
Se le ipotesi fossero fondate, la loro diffusione potrebbe favorire il coordinamento delle versioni e ostacolare le verifiche. Se invece risultassero infondate, le persone indicate resterebbero comunque esposte alle conseguenze di un’accusa pubblica difficilmente reversibile.
Nel frattempo, Mussari è stato raggiunto dalla giornalista Roberta Rei della trasmissione Le Iene. L’ex presidente di Mps ha risposto che parlerà quando sarà convocato dalla commissione e ha invitato a rileggere la sua dichiarazione già resa all’organismo parlamentare. Sollecitato sui rapporti con il mondo del calcio storico fiorentino e su possibili collegamenti con ambienti criminali, ha replicato chiedendo di non offendere la memoria di David Rossi.