La situazione del carcere Don Bosco è stata al centro di un sopralluogo svolto ieri mattina dalla delegazione di Una Città in Comune. Davanti alla struttura di Pisa, la consigliera comunale Giulia Contini ha illustrato i principali elementi contenuti nella relazione redatta dalla Asl il 19 agosto, documento che evidenzia numerose criticità negli ambienti destinati alle persone detenute.
Il sovraffollamento, secondo quanto riferito dal gruppo consiliare, non rappresenterebbe l’unico problema. Nell’elenco sono comprese tracce di roditori nelle cucine, barriere architettoniche, muffe nei servizi igienici, cimici dei letti, celle con meno di tre metri quadrati disponibili per persona e carenza di lavandini. La relazione segnala inoltre infiltrazioni e muffe nelle docce, oltre a condizioni di scarsa pulizia negli ambienti di passaggio e negli spazi comuni.
Le condizioni della cucina
Particolare attenzione è stata riservata alla cucina, dove viene preparato il cibo destinato a tutte le persone ristrette nella struttura. Alcuni detenuti avrebbero riferito di aver visto roditori negli ambienti. La Asl, stando alla ricostruzione letta durante il sopralluogo, descrive la cucina come caratterizzata da pessime condizioni strutturali e igienico-sanitarie e indica la necessità di interventi radicali e urgenti di ristrutturazione e sanificazione.
Per Una Città in Comune, il quadro complessivo non può essere ricondotto a una semplice questione di manutenzione. Le condizioni descritte incidono infatti sugli spazi di vita quotidiana e sulla dignità delle persone private della libertà. La relazione richiama anche problemi strutturali e igienici che, secondo il gruppo, richiedono interventi non più rinviabili.
La proposta di un osservatorio
Moreno Pierobon, anche lui esponente di Una Città in Comune, ha collegato il sovraffollamento alla scarsità, sul territorio comunale, di attività alternative alla segregazione. Giulia Contini ha quindi rilanciato la proposta di istituire un osservatorio permanente in Comune sulla situazione carceraria.
Secondo la consigliera, l’ipotesi era stata condivisa in seconda commissione, ma non avrebbe avuto seguito dopo il cambio di assessore. Contini ha inoltre criticato la decisione dell’amministrazione comunale di non realizzare la pensilina richiesta dai familiari delle persone detenute. Il gruppo sostiene che il Comune dovrebbe assumere un ruolo più attivo nel monitoraggio delle condizioni della struttura e nel sostegno alle esigenze della popolazione carceraria.