La casa circondariale di Taranto ospita quasi il doppio delle persone rispetto alla capienza effettivamente utilizzabile. A fronte di 430 posti disponibili, nell’istituto sono presenti 854 detenuti. Il tasso di sovraffollamento reale raggiunge così il 198,6%, mentre il dato calcolato sulla capienza regolamentare di 500 posti si attesta al 170,8%.
I numeri emergono dal rapporto sulle carceri italiane di ottobre 2026, realizzato da Ottorighe attraverso l’elaborazione dei bollettini del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e delle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia. Dei 500 posti previsti, 70 risultano inagibili e non possono essere occupati: il 14% della capienza formale. La struttura registra quindi 424 detenuti in più rispetto alla reale capacità ricettiva.
Presenze in aumento e organici ridotti
La pressione sull’istituto ionico è aumentata nell’ultimo anno. Nell’ottobre 2025 i detenuti erano 809, mentre dodici mesi dopo sono saliti a 854, con un incremento di 45 persone. Nel periodo considerato, le presenze hanno oscillato tra 800 e 863, senza un aumento dei posti effettivamente disponibili.
La carenza riguarda anche il personale. Gli agenti della Polizia penitenziaria sono 332, contro i 349 previsti dalla pianta organica, con 17 unità mancanti e una scopertura del 5%. Il rapporto complessivo è di un agente ogni 2,6 detenuti, un dato che non considera le turnazioni e la necessità di garantire la presenza nei diversi servizi dell’istituto.
Ancora più elevato è il divario nell’area educativa: sono in servizio appena cinque educatori per 854 detenuti, cioè un professionista ogni 171 persone. Una proporzione che rende difficile assicurare un accompagnamento individuale e continuativo nei percorsi trattamentali e di reinserimento sociale. Nel personale civile, compresi gli uffici amministrativi, la carenza complessiva raggiunge il 21% rispetto all’organico previsto; il rapporto indicato è di un funzionario ogni 33 detenuti.
Il confronto con il quadro italiano
Nella popolazione dell’istituto, gli stranieri sono 65, pari al 7,6% del totale, mentre le donne detenute sono 46, corrispondenti al 5,4%. Il quadro complessivo restituisce una situazione di forte pressione, determinata dalla crescita delle presenze e dalla disponibilità insufficiente di spazi e risorse umane.
Il confronto nazionale conferma la maggiore criticità della struttura tarantina. A ottobre 2026 il sovraffollamento reale di Taranto è al 198,6%, contro una media italiana del 142,7%, con una differenza di quasi 56 punti percentuali. In Italia i posti non disponibili sono 4.824, pari al 9,4% della capienza regolamentare; a Taranto la quota sale al 14%.
Su 189 istituti penitenziari italiani, 161 ospitano più persone rispetto ai posti realmente utilizzabili. Significa che l’85,2% delle carceri è sovraffollato e che 62.628 detenuti, pari al 94,5% della popolazione carceraria, si trovano in strutture che hanno superato la propria capienza effettiva.