Un 28enne residente a Castellarano, atleta di arti marziali, è stato sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito di un procedimento per presunte violenze ai danni della compagna. Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia e prevede anche l’applicazione del braccialetto elettronico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna sarebbe stata sottoposta nel tempo a offese, minacce, aggressioni fisiche e controlli continui. Le condotte contestate, riferite anche a episodi di violenza e a comportamenti ritenuti oppressivi, avrebbero inciso sulla libertà personale della compagna.
Le segnalazioni ai carabinieri
Le indagini sono iniziate a metà agosto 2026, dopo che alcuni familiari e amiche della donna, preoccupati per i messaggi di aiuto ricevuti e per la presenza di lividi sul suo corpo, si sono rivolti ai Carabinieri. Gli accertamenti hanno incluso l’analisi di messaggi, fotografie e file audio.
Il materiale raccolto avrebbe delineato, secondo l’impostazione accusatoria, un quadro di vessazioni ritenuto grave e strutturato. Per i fatti contestati sono state applicate le disposizioni più severe previste dalla normativa sul femminicidio e sulla violenza di genere, con l’aggravante collegata alle condotte oppressive e di annullamento della libertà della persona offesa.
Divieto di comunicazione
Il giudice ha disposto che il giovane resti agli arresti domiciliari in un’abitazione diversa da quella della compagna. Oltre al dispositivo elettronico, per l’indagato è previsto il divieto assoluto di comunicare con la donna, con qualsiasi modalità.
Il provvedimento cautelare è stato adottato sulla base degli elementi raccolti durante la fase iniziale dell’inchiesta. La posizione del 28enne resta quindi al vaglio dell’autorità giudiziaria e le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento.