Nel pomeriggio, a Uta, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un 55enne del circondario, gravemente indiziato di combustione illecita di rifiuti. L’intervento è scattato durante un servizio di controllo del territorio finalizzato anche alla tutela ambientale.
Intorno alle 15, i militari hanno notato una colonna di fumo nero, intensa e acre, visibile a distanza. Seguendo la provenienza del fumo, hanno raggiunto un’area pubblica situata a ridosso di alcune abitazioni private, dove hanno sorpreso l’uomo mentre appiccava e alimentava un fuoco.
Il rogo vicino alle abitazioni
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il rogo veniva utilizzato per smaltire diversi cumuli di materiali. Tra i rifiuti erano presenti anche pneumatici fuori uso destinati ad autovetture, la cui combustione incontrollata può produrre fumi densi e sostanze tossiche, con un concreto rischio per la salute pubblica.
La vicinanza dell’area alle abitazioni ha reso necessario l’intervento immediato dei militari, allertati dalla nube sprigionata dal fuoco. L’uomo è stato quindi bloccato mentre era ancora impegnato nelle operazioni di abbruciamento e tratto in arresto in flagranza.
Un secondo episodio nel Cagliaritano
Un caso analogo si era verificato qualche giorno prima. I Carabinieri forestali del Centro anticrimine natura di Cagliari avevano sorpreso un giovane mentre bruciava rifiuti su un terreno di sua proprietà.
La condotta contestata rientra nella disciplina prevista dall’articolo 256-bis del decreto legislativo 152 del 2006, il Testo unico ambientale. La norma punisce chi appicca il fuoco a rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato con la reclusione da due a cinque anni. Quando l’abbruciamento riguarda rifiuti pericolosi o speciali, è previsto un aggravamento della pena, da tre a sei anni.