Reggio nell'emilia (RE)

Arrestato a Reggio Emilia per l’omicidio del cugino disabile

La vittima, Alfredo Tamagnini, viveva nella struttura sociosanitaria I Tulipani. Contestati anche l’abuso del ruolo e la minorata difesa.

Un uomo di 76 anni, residente a Reggio Emilia, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso il cugino Alfredo Tamagnini, di due anni più giovane, ospite della residenza sociosanitaria I Tulipani di Massenzatico. Il provvedimento è stato eseguito nella tarda serata di ieri, al termine delle indagini coordinate dalla Procura reggiana.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Elico Fantuzzi avrebbe provocato il soffocamento del parente utilizzando un bombolone alla crema. L’ipotesi degli inquirenti è che il dolce sia stato fatto ingerire alla vittima sfruttando le sue condizioni di salute. Tamagnini soffriva infatti di una grave forma di disfagia e poteva alimentarsi soltanto con cibi liquidi o semiliquidi, come gli omogeneizzati.

La morte nella struttura

Il decesso risale al 27 giugno scorso, all’interno della struttura di Massenzatico. Dopo l’allarme, il personale aveva eseguito le manovre di disostruzione e sul posto era intervenuta anche l’automedica del 118. Per l’uomo, però, non ci fu nulla da fare. Sul corpo non è stata eseguita un’autopsia: gli accertamenti hanno compreso una laringoscopia.

La Procura ritiene che l’azione possa essere stata pianificata. Fantuzzi, che dal 2009 era anche tutore legale del cugino, conosceva le difficoltà di deglutizione della vittima. Sempre secondo l’accusa, il possibile movente sarebbe legato alla volontà di entrare in possesso dell’eredità, costituita da un patrimonio mobiliare superiore ai 300mila euro.

Le contestazioni e i domiciliari

L’ordinanza di custodia cautelare, richiesta dalla Procura rappresentata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani e disposta dal giudice per le indagini preliminari Andrea Rat, contesta l’omicidio premeditato. Tra le aggravanti figurano l’abuso dei doveri e dei poteri connessi alla funzione di tutore, oltre alla presunta commissione del fatto ai danni di una persona con disabilità certificata e quindi in condizioni di minorata difesa.

Il gip ha disposto per l’indagato gli arresti domiciliari, con il divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi e dai difensori. Fantuzzi, assistito dall’avvocato Marco Pinotti, dovrà comparire nelle prossime ore davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Le accuse dovranno essere sottoposte al vaglio del procedimento e delle successive fasi giudiziarie.