Ferrara (FE)

Accuse di violenze in famiglia, il processo a Ferrara

La madre ha riferito di minacce, percosse e presunte molestie rivolte alla ragazzina

Una donna di origini straniere ha raccontato in aula presunti episodi di violenza sessuale, maltrattamenti e minacce che avrebbe subito nell’ambiente domestico in cui viveva con i figli. La testimonianza è stata resa davanti al collegio del tribunale di Ferrara, nel procedimento che vede imputati un uomo marocchino di 59 anni e una donna italiana di 49 anni.

Secondo le accuse contestate dalla Procura, i due devono rispondere, a vario titolo, di violenza sessuale semplice e aggravata anche nei confronti di una minore, tentata violenza sessuale, minacce aggravate, percosse e lesioni personali. Per tutti i reati viene inoltre contestata l’aggravante della continuazione. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del processo.

Il racconto della madre

La testimone ha riferito che i fatti si sarebbero verificati nel 2025, in una casa descritta come segnata dal consumo di alcol e stupefacenti da parte dell’uomo e della coimputata. Nello stesso alloggio vivevano anche la donna e i suoi figli. La situazione, secondo la deposizione, sarebbe stata caratterizzata da un clima di paura costante.

La donna ha raccontato che, di fronte al rifiuto di avere rapporti, l’imputato avrebbe reagito con spinte e atteggiamenti violenti. Nei suoi confronti avrebbe pronunciato minacce di cacciarla dall’abitazione e di uccidere lei e i figli. La testimone ha inoltre riferito di essere stata colpita in diverse occasioni, anche dopo essersi rifiutata di assumere droga.

Tra gli episodi descritti in aula c’è anche quello avvenuto mentre l’uomo accompagnava in auto la donna e la figlia a scuola. L’imputato, ritenendola responsabile della situazione scolastica della ragazzina, l’avrebbe colpita alla testa davanti alla minore. La madre ha collegato alcuni maltrattamenti anche all’accesso al pronto soccorso di Cona, nel marzo 2025, avvenuto per una forte cefalea. Il referto medico è stato prodotto in aula dal pubblico ministero.

Le accuse relative alla minore

La testimone ha raccontato di aver notato nella figlia un cambiamento, con tristezza, isolamento nella propria stanza, rifiuto della scuola e del cibo. La ragazzina avrebbe poi riferito a scuola, attraverso le assistenti sociali, presunte molestie da parte dell’uomo, che si sarebbero consumate nella sua camera. In seguito a quella segnalazione, l’istituto avrebbe convocato la madre.

Nel corso della deposizione sono state riferite anche condotte aggressive attribuite alla donna di 49 anni. In un’occasione sarebbe entrata nella stanza della testimone mentre dormiva, impugnando una bottiglia; in un altro episodio avrebbe rotto il vetro della porta per rientrare nell’abitazione, insultando e spintonando la madre davanti ai figli.

La situazione si sarebbe conclusa quando la donna ha deciso di lasciare la casa insieme ai figli. Ora spetta al collegio valutare le dichiarazioni raccolte durante l’udienza, gli elementi documentali e le altre prove del procedimento, per stabilire la fondatezza delle pesanti accuse contestate ai due imputati.