Nazionale

A Viterbo raccolti 350 chili di rifiuti a Valle Faul

Tre referenti Plastic Free, 21 volontari e una persona in messa alla prova hanno preso parte all’operazione.

Valle Faul, a Viterbo, è stata ripulita da circa 350 chili di rifiuti raccolti durante una giornata di volontariato ambientale. L’intervento ha permesso di rimuovere materiali di diverso tipo, tra cui vetro, plastica e rifiuti indifferenziati, restituendo maggiore decoro a una delle aree della città interessate dall’iniziativa.

Alla raccolta hanno partecipato tre referenti di Plastic Free, 21 volontari e una persona impegnata in un percorso di messa alla prova attraverso l’associazione Gavac. L’attività ha unito la tutela dell’ambiente alla partecipazione di persone provenienti da percorsi penali, nell’ambito di un progetto orientato anche al reinserimento sociale.

La mobilitazione contro la plastica

La giornata è stata organizzata da Plastic Free e Seconda Chance, associazioni impegnate rispettivamente nel contrasto all’inquinamento da plastica e nel reinserimento socio-lavorativo di detenuti ed ex detenuti. L’iniziativa rientra nella mobilitazione contro l’inquinamento da plastica e comprende anche attività culturali e azioni dedicate all’inclusione sociale.

Plastic Free è un’organizzazione di volontariato attiva nella sensibilizzazione e nella rimozione dei rifiuti, mentre Seconda Chance promuove occasioni di partecipazione per persone detenute o sottoposte a misure alternative. Il coinvolgimento della persona in messa alla prova a Valle Faul si inserisce in questo modello di collaborazione tra associazioni e istituzioni.

Il progetto in dieci regioni

La mobilitazione ha interessato complessivamente 21 località in dieci regioni italiane. Oltre a Viterbo, l’iniziativa ha coinvolto tre Comuni compresi tra Sermoneta e Pofi, con una raccolta complessiva di circa 1,2 tonnellate di rifiuti. In totale hanno preso parte alla giornata 28 persone provenienti da percorsi penali, tra detenuti e soggetti sottoposti a misure alternative.

Si tratta della prima mobilitazione nazionale realizzata dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra le due associazioni e il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia. L’accordo prevede la realizzazione di almeno due iniziative ogni anno, con l’obiettivo di affiancare alle attività di tutela ambientale percorsi di responsabilizzazione e reinserimento.