Reggio nell'emilia (RE)

A Reggio Emilia prosegue l’occupazione del liceo Chierici

Circa 200 ragazzi restano nell’istituto; nella sede Levi le lezioni procedono a rotazione.

Prosegue al liceo artistico Chierici di Reggio Emilia l’occupazione avviata dagli studenti. Nel secondo giorno della protesta, circa 200 ragazzi sono rimasti all’interno dell’edificio, dove hanno organizzato assemblee, momenti di studio e attività legate alle richieste del collettivo studentesco.

Durante la giornata gli studenti hanno affrontato temi legati alla scuola, preparato materiali per il corteo previsto venerdì e seguito un momento di formazione sui totalitarismi e sull’antifascismo. Nell’edificio occupato sono state svolte anche attività di pulizia dei locali, oltre a sessioni di studio e ripasso.

Il confronto con la dirigente

Il dialogo con la dirigente scolastica Elena Ferrari è proseguito, ma non ha ancora portato a un accordo. Ferrari ha chiesto agli studenti di trasformare l’occupazione in una forma di autogestione collaborativa, così da consentire il rientro in aula a chi intende frequentare regolarmente le lezioni.

La proposta, però, è stata respinta dal collettivo. Cesare Spina, uno dei rappresentanti degli studenti, ha spiegato che l’autogestione sarebbe lontana dagli obiettivi della mobilitazione e che il gruppo accetterà soltanto la realizzazione delle proprie richieste. La dirigente ha ribadito la volontà di incontrare una delegazione per individuare possibili punti di convergenza e fare in modo che dall’esperienza possa emergere un esito positivo.

Le lezioni nella succursale Levi

Nel frattempo, nella palazzina Levi, la succursale del Chierici adiacente all’edificio principale, le attività didattiche proseguono regolarmente. Nei laboratori e nella palestra le lezioni vengono svolte a rotazione, mentre personale scolastico e insegnanti restano in servizio in attesa che il confronto tra studenti e dirigenza consenta di sbloccare la situazione.

Per ora, dunque, le posizioni restano distanti: gli studenti continuano a occupare la sede principale e la scuola cerca una soluzione che permetta di mantenere il confronto senza interrompere le attività per chi vuole frequentare le lezioni.