Perugia (PG)

A Perugia processo per minacce all’ex compagna e mancato mantenimento

Contestati anche gli obblighi economici verso i figli minorenni

Un uomo di 50 anni è a processo davanti al tribunale di Perugia con l’accusa di aver minacciato di morte l’ex compagna e di non aver versato gli assegni destinati al mantenimento dei loro due figli minorenni. I fatti contestati dalla Procura riguardano le intimidazioni, risalenti al 2021, e una presunta omissione degli obblighi economici iniziata nel 2012 e indicata come perdurante.

La telefonata e le minacce

Secondo la ricostruzione contenuta nel decreto di citazione a giudizio, l’imputato avrebbe avuto una discussione telefonica con l’ex compagna in merito alla gestione dei rapporti con i figli. Nel corso della conversazione, dopo aver rivolto alla donna espressioni offensive, avrebbe pronunciato una minaccia di morte: Venerdì ti ammazzo, vengo col medico legale.

L’episodio contestato dalla Procura sarebbe avvenuto il 15 maggio 2021. Le intimidazioni, secondo l’accusa, sarebbero state collegate anche ad alcune precedenti denunce presentate dalla donna nei confronti dell’ex compagno. L’uomo avrebbe fatto riferimento a un procedimento penale avviato a seguito di quelle iniziative giudiziarie e poi archiviato dopo la remissione della querela da parte della persona offesa.

Gli obblighi verso i figli

Il secondo capo d’imputazione riguarda la presunta violazione degli obblighi di assistenza familiare. La Procura contesta all’uomo di aver fatto mancare ai due figli i mezzi necessari al sostentamento, omettendo di corrispondere con cadenza mensile il contributo economico stabilito per il loro mantenimento.

All’epoca dei fatti, i due minorenni vivevano durante la settimana con la madre. Secondo l’accusa, il padre non avrebbe quindi versato quanto dovuto per contribuire alle loro necessità quotidiane. La contestazione indica una condotta iniziata nel 2012 e proseguita nel tempo, secondo quanto riportato nel decreto di citazione a giudizio.

La vicenda è ora all’esame del tribunale di Perugia, che dovrà accertare le eventuali responsabilità dell’imputato in relazione alle due contestazioni formulate dalla Procura. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza fino a una decisione definitiva.