Questa mattina l’assessore al Patrimonio Paolo Carletti ha effettuato un sopralluogo negli spazi di via Radaelli, a Cremona, per avviare un progetto di documentazione fotografica legato al recupero del comparto. L’obiettivo è registrare lo stato attuale degli edifici, seguire l’avanzamento dei lavori e conservare una testimonianza del risultato conclusivo.
Un archivio per accompagnare il recupero
L’iniziativa è promossa dal Comune di Cremona in concomitanza con l’apertura del cantiere. La documentazione è stata affidata al fotografo cremonese Paolo Cisi, che dovrà raccontare attraverso le immagini le diverse fasi della trasformazione. Il materiale sarà raccolto sia in formato digitale sia in una versione cartacea, così da creare un archivio destinato a restituire nel tempo la memoria degli spazi.
Il sopralluogo riguarda il progetto Giovani in Centro, intervento di rigenerazione urbana finanziato con fondi europei. I lavori, affidati recentemente, interessano un comparto della città dismesso da decenni e destinato a una nuova funzione abitativa. In particolare, il palazzo di via Radaelli sarà completamente dedicato all’abitare, con la realizzazione di 27 alloggi destinati a giovani e famiglie.
Le immagini prima, durante e dopo i lavori
La raccolta fotografica seguirà il cantiere passo dopo passo, affiancando la documentazione tecnica dell’intervento. Le immagini dello stato dei luoghi consentiranno di fissare le condizioni attuali del comparto prima della riqualificazione, mentre gli scatti successivi mostreranno l’evoluzione delle opere e l’assetto finale degli edifici.
Secondo quanto spiegato dall’assessore Carletti, il progetto nasce dalla volontà di permettere ai cremonesi di ricordare com’era l’area prima del recupero. L’amministrazione considera importante affiancare alla trasformazione anche una documentazione stabile, comprendendo una raccolta su carta, per rendere più chiara e definita la traccia dell’intervento nel tempo.
Il lavoro del fotografo accompagnerà quindi la riqualificazione del comparto fino alla conclusione del cantiere. Il risultato sarà un archivio dedicato a una parte della città rimasta inutilizzata per decenni e destinata, con il progetto finanziato dall’Unione europea, a ospitare nuove abitazioni.