Le elevate temperature registrate negli ultimi giorni in provincia di Cremona stanno determinando un impatto rilevante sulla salute della popolazione. L’Ospedale di Cremona ha rilevato un incremento significativo degli accessi al Pronto Soccorso, con volumi superiori alla media abituale che sono passati dai 150 pazienti di una giornata ordinaria a punte di 200 persone assistite nelle 24 ore durante l’ultima settimana.
I soggetti maggiormente colpiti sono gli anziani, le persone fragili e i pazienti affetti da patologie croniche, categorie che mostrano una minore capacità di adattamento alle condizioni climatiche avverse prolungate.
Le complicanze cliniche legate alle alte temperature
Nella pratica clinica, il caldo intenso non genera esclusivamente colpi di calore, ma agisce aggravando condizioni preesistenti e favorendo disidratazione, cali pressori, malori, cadute e riacutizzazioni di patologie cardiovascolari, respiratorie o metaboliche.
La dottoressa Francesca Co’, Direttore del Pronto Soccorso di Cremona, chiarisce la situazione:
“Spesso non ci troviamo di fronte a patologie nuove, ma a situazioni che il caldo rende più difficili da gestire. – la stessa specialista aggiunge – Nelle persone anziane e fragili anche una disidratazione apparentemente lieve può avere conseguenze importanti e richiedere una valutazione ospedaliera”.
Analoga tendenza si riscontra presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Casalmaggiore. Il dottor Outman Mahamat, Direttore facente funzione del Pronto Soccorso dell’Oglio Po, spiega:
“Il vero elemento che accomuna molti degli accessi di questi giorni è la fragilità”. Il medico prosegue: “Parliamo spesso di pazienti ultraottantenni o ultranovantenni, con più patologie croniche e una ridotta capacità di adattarsi alle alte temperature. Problemi respiratori, scompenso cardiaco, disidratazione e ipotensione sono tra le condizioni che osserviamo con maggior frequenza”.
L’impatto sulla gestione ospedaliera
L’aumento della domanda di assistenza impone al Pronto Soccorso una complessa gestione dei pazienti, che inizia con il triage e la valutazione delle condizioni cliniche. La dottoressa Co’ precisa:
“In molti casi il percorso richiede osservazione, monitoraggio, esami diagnostici e rivalutazioni successive prima che sia possibile definire il quadro clinico e individuare il trattamento più appropriato. Le priorità vengono stabilite esclusivamente sulla base della gravità clinica e del rischio per il paziente, secondo criteri che garantiscono la risposta terapeutica più adeguata in sicurezza”.
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Il Piano Caldo 2026 e la rete territoriale
Per rispondere a questa situazione, l’ASST di Cremona ha attivato il Piano Caldo 2026, che integra ospedale, medici di famiglia, Case di Comunità e servizi territoriali per proteggere la popolazione vulnerabile. Grazie alla collaborazione con ATS Val Padana, i Medici di Assistenza Primaria possono monitorare i soggetti a rischio, mentre le Case di Comunità di Cremona, Casalmaggiore e Soresina fungono da punto di riferimento tramite i Punti Unici di Accesso e l’attività degli Infermieri di Famiglia e Comunità.
Consigli utili per la prevenzione
Le autorità sanitarie distinguono tra colpo di sole, causato da esposizione prolungata ai raggi solari, e colpo di calore, che si verifica quando l’organismo non riesce a disperdere il calore accumulato. In entrambi i casi, è fondamentale spostarsi in un luogo fresco, idratarsi a piccoli sorsi e consultare un medico in presenza di sintomi come confusione, debolezza o perdita di coscienza.
Una corretta idratazione, che prevede il consumo regolare di acqua anche in assenza di sete e l’assunzione di frutta e verdura, rappresenta la principale forma di prevenzione, con particolare attenzione raccomandata per anziani, bambini e persone con patologie croniche.