Lombardia

Operatori nautici: quale futuro per le attività sul lago?

Il Consorzio segnala criticità su pontili, rifornimento e accessi, chiedendo indicazioni all’amministrazione.

Il Consorzio Nautica Lago di Como chiede al Comune di chiarire quale sia il progetto per il futuro della nautica professionale in città. Secondo gli operatori, non sarebbe una singola decisione ad aver reso più difficile il lavoro delle imprese, ma una successione di provvedimenti adottati negli ultimi due anni.

Le questioni richiamate hanno natura diversa e, osserva il Consorzio, possono essere ricondotte di volta in volta a motivazioni amministrative, regolamentari o legate alle concessioni. È però la loro sovrapposizione a preoccupare maggiormente le attività che organizzano servizi e tour turistici nel primo bacino del Lago di Como.

Rifornimento e spazi per le imbarcazioni

Tra i problemi indicati figura la promozione dei tour in barca sul suolo pubblico, per la quale sarebbero stati adottati provvedimenti arrivati anche all’applicazione di misure di allontanamento urbano. A questo si aggiunge il prolungato blocco della stazione di rifornimento di carburante a servizio della nautica, una difficoltà concreta per chi opera quotidianamente sul lago.

Il Consorzio cita inoltre la richiesta di rilascio degli spazi occupati dallo storico Yacht Club Como nell’area dello stadio e la rimozione di un pontile dopo la scadenza della concessione. Secondo quanto riferito dagli operatori, quella struttura garantiva circa un centinaio di posti barca. La contestazione non riguarda soltanto la conclusione del titolo concessorio, ma anche l’assenza, a loro giudizio, di una soluzione alternativa predisposta per tempo, in grado di assicurare una transizione ordinata e la continuità degli spazi destinati alle attività professionali.

Il nodo degli imbarchi turistici

La discussione si è riaccesa con la nuova organizzazione del pontile utilizzato per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri. Il Consorzio sostiene che le modalità introdotte possano produrre conseguenze dirette sulle imprese che organizzano professionalmente i tour sul lago, proprio nel periodo di maggiore attività turistica.

Da qui la richiesta rivolta a Palazzo Cernezzi di spiegare quale futuro l’amministrazione immagini per gli operatori nautici locali. Il Consorzio precisa di non voler formulare accuse, ma di chiedere che la successione degli eventi venga valutata nel suo complesso e che siano chiariti gli indirizzi del Comune sulla nautica professionale.

Nel documento viene affrontato anche l’interesse crescente dei grandi gruppi internazionali per il turismo sul Lago di Como. Gli operatori citano Uber e le iniziative legate a Uber Boat, insieme alle attività promozionali e alle partnership sviluppate sul territorio. Il Consorzio, tuttavia, precisa di non sostenere l’esistenza di collegamenti diretti o intenzionali tra l’interesse dei grandi operatori e le decisioni assunte sulle infrastrutture nautiche comasche. La contemporaneità dei due fenomeni viene comunque indicata come un elemento da osservare.

La posizione espressa, chiarisce ancora il Consorzio, non è contraria alla concorrenza né all’ingresso di nuovi soggetti, che possono rappresentare un’opportunità per il territorio. La richiesta riguarda piuttosto la possibilità di garantire condizioni operative adeguate alle numerose imprese locali che da anni investono, lavorano, assumono personale e contribuiscono all’offerta turistica.

Il tema posto dagli operatori è quindi quello della parità delle condizioni e della continuità del lavoro mentre il mercato lariano cresce e attira società sempre più grandi. Per il Consorzio, la crescita internazionale dovrà essere accompagnata da infrastrutture, spazi e regole capaci di tutelare la sicurezza, la concorrenza e le attività economiche già presenti sul territorio.