Ceresole Reale (TO)

Coldiretti Torino ottiene da IREN un rilascio costante dalla diga di Ceresole

Il mese di giugno sta registrando temperature eccezionali che hanno accelerato la crescita delle colture, generando un’esigenza irrigua anomala e anticipata rispetto alla norma.

Coldiretti Torino ottiene da IREN un rilascio costante dalla diga di Ceresole

Coldiretti Torino ottiene da IREN un rilascio costante dalla diga di Ceresole.

Coldiretti Torino

Una boccata d’ossigeno per l’agricoltura del Canavese in un inizio d’estate che si preannuncia rovente. Grazie a una serrata trattativa tra Coldiretti Torino e l’amministratore di Iren Energia, Giuseppe Bergesio, è stato raggiunto un accordo strategico per stabilizzare il flusso d’acqua destinato ai consorzi irrigui che prelevano dal torrente Orco.

Iren, l’azienda energetica che gestisce il sistema idroelettrico della Valle Orco, ha attivato un rilascio costante dalla diga di Ceresole Reale, garantendo la quantità di risorsa idrica necessaria a dissetare i campi della zona.

Il problema legato al mercato elettrico

Fino a questo momento, la difficoltà principale per gli agricoltori non era la mancanza assoluta di acqua, bensì la sua gestione temporale.

«Il problema – spiega il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – era l’andamento a picchi irregolari del flusso d’acqua che deve essere garantito a beneficio delle prese dei canali irrigui del Comprensorio Orco. La quantità di acqua necessaria all’irrigazione c’era, ma veniva rilasciata da Iren in modo irregolare seguendo l’andamento della produzione idroelettrica che, a sua volta, segue logiche economiche e di mercato. Agli agricoltori serve l’acqua in modo costante. Invece, in questi giorni arrivava prima troppa e poi troppo poca».

Grazie all’intesa, la produzione di energia e le esigenze del comparto agricolo troveranno un punto di equilibrio, evitando lo shock idrico alle colture.

Caldo record a giugno: neve già esaurita in quota

L’accordo arriva in un momento di massima emergenza. Il mese di giugno sta registrando temperature eccezionali che hanno accelerato la crescita delle colture, generando un’esigenza irrigua anomala e anticipata rispetto alla norma.

A peggiorare il quadro climatico c’è il fattore montagna: l’acqua derivante dalla fusione della neve in quota è ormai agli sgoccioli, nonostante l’estate, dal punto di vista del calendario, sia solo all’inizio.

L’appello alla Regione: servono invasi e riforme strutturali

Se l’intervento di Iren risolve l’emergenza immediata, Coldiretti Torino ricorda che la battaglia contro il cambiamento climatico si vince solo con la prevenzione.

Per questo motivo, l’associazione ha inviato una formale segnalazione agli assessori regionali all’Ambiente (Matteo Marnati) e all’Agricoltura (Paolo Bongioanni), per ribadire la necessità di interventi strutturali non più rimandabili:

  • Creazione di piccoli invasi: laghetti e bacini di accumulo aziendali o consortili per trattenere l’acqua piovana.

  • Sostegni all’efficientamento idrico: incentivi per digitalizzare i canali e adottare sistemi di irrigazione a basso consumo (come il goccia a goccia).

  • Modernizzazione della rete: riduzione delle dispersioni lungo i canali di distribuzione.

La disponibilità di Iren rappresenta un modello di collaborazione virtuosa, ma la politica piemontese è ora chiamata a dare risposte a lungo termine per difendere la sovranità alimentare del territorio.