Buscate (MI)

Sopravvissuta a Crans Montana: “Auguri Francesca!”

Gli amici di Francesca, che ha compiuto 17 anni, fuori dall'ospedale Niguarda (dove è ancora ricoverata) con striscioni e cori

Sopravvissuta a Crans Montana: “Auguri Francesca!”

Sopravvissuta a Crans Montana: “Auguri Francesca!”. Gli amici si ritrovano fuori dall’ospedale Niguarda di Milano dove è ancora ricoverata la 16enne di Buscate.

Sopravvissuta a Crans Montana: “Auguri Francesca!”

Francesca ha compiuto 17 anni. Per lei è stato un compleanno diverso dal solito. Lei, che vive a Milano dove frequenta il liceo Virgilio ed è educatrice all’oratorio di Buscate (dove è molto conosciuta), è sopravvissuta alla strage di Capodanno a Crans Montana. E’ ancora ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano e ieri, domenica 14 giugno 2026, giorno del suo compleanno, ha ricevuto una visita speciale: gli amici della scuola e dell’oratorio sono arrivati sotto l’ospedale e per farle gli auguri hanno esposto degli striscioni.
A portarle gli auguri anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che fin dai primi giorni successivi alla tragedia ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni ai ragazzi coinvolti e alle loro famiglie

Le parole di Bertolaso

“Francesca è la nostra mascotte – ha dichiarato Bertolaso – E tra i tre ragazzi ancora ricoverati è quella che dovrà affrontare il percorso più lungo e complesso. Ma è una ragazza straordinaria, con una forza d’animo incredibile: affronta ogni giorno con coraggio, determinazione e un sorriso che non manca mai. È lei che spesso dà forza a tutti noi. Sono stati mesi molto duri. Molti ragazzi sono già tornati a casa e stanno affrontando la riabilitazione, mentre per tre ancora ricoverati il percorso continua. Siamo diventati una grande famiglia, una squadra che vuole vincere insieme questa sfida. Vedere questi ragazzi cantare, sorridere e sostenersi a vicenda è qualcosa di straordinario”.

L’emozione di mamma Marilisa

“È stato un compleanno diverso – ha detto mamma Marilisa – Ma bellissimo. Francesca era felicissima: ha potuto rivedere tanti amici e vivere un momento di grande gioia. Intuiva che ci sarebbe stata una sorpresa, ma non si aspettava una festa così partecipata e così speciale. Pensava di incontrare solo gli affetti più stretti, invece sono arrivate molte più persone ed è stato davvero emozionante. Per noi genitori è stato un pomeriggio carico di commozione. Dopo tanti mesi trascorsi qui, medici, infermieri e operatori sono diventati parte della nostra famiglia. Vedere Francesca circondata dall’affetto di tutti è stato un regalo prezioso. In realtà è Francesca che continua a insegnare qualcosa a me. L’ho sempre guardata con grande ammirazione. Ha affrontato mesi durissimi, dolorosi, senza mai perdere la lucidità e la determinazione. Adesso ci attende ancora una fase importante, quella della riabilitazione, ma ho piena fiducia in lei”.

La speranza di papà Stefano

“È stata un’emozione immensa – afferma papà Stefano – Oggi siamo riusciti a festeggiare Francesca e vedere tutti i suoi amici riuniti per lei, portarle affetto e amore, è stato qualcosa di straordinario. Le hanno fatto sentire quanto sia importante e quanto sia amata. Per me e mia moglie è una gioia indescrivibile, perché dopo quello che è accaduto non sapevamo nemmeno se sarebbe sopravvissuta. Sono passati oltre cinque mesi, lunghi e faticosi. In questo periodo abbiamo vissuto esclusivamente per lei. Abbiamo messo da parte il lavoro, gli interessi, la vita di tutti i giorni. Eravamo qui, ventiquattro ore su ventiquattro, concentrati solo su di lei. La nostra vita si è fermata il primo gennaio e riprenderà davvero soltanto quando usciremo da questo ospedale. Per noi sarà come ricominciare dal 2 gennaio, indipendentemente dalla stagione o dal giorno sul calendario”.
Un pensiero particolare è rivolto ai professionisti che hanno contribuito a salvare la vita della figlia: “Se oggi siamo qui a festeggiare, lo dobbiamo al lavoro straordinario di tante persone. Prima al team di Zurigo, che l’ha presa in carico nelle ore più critiche, poi a tutto il personale di Niguarda, dalla terapia intensiva fino al Centro Ustioni. Quello che è stato fatto per Francesca è qualcosa di eccezionale” ricorda Stefano. Che prosegue: “Il primo miracolo è avvenuto nei soccorsi immediatamente successivi all’incidente. Sono riuscito a raggiungerla e a portarla all’ospedale di Sion. Poi è stata trasferita a Zurigo, dove ha affrontato interventi molto complessi. Successivamente è arrivata a Niguarda e qui è iniziato un percorso lunghissimo, fatto di piccoli progressi quotidiani. Giorno dopo giorno abbiamo visto un passo avanti, e poi un altro ancora. Francesca sta bene ed è felicissima. Sapeva che avrebbe ricevuto qualche visita, ma non immaginava una sorpresa così grande. Vederla affacciarsi alla finestra e incontrare con lo sguardo tutti i suoi amici è stato un momento bellissimo. Credo che questa giornata le rimarrà nel cuore per molto tempo”. Infine, l’augurio più semplice e sincero: “Tanti auguri, Franci. Ti vogliamo un bene infinito”.